Perché la manifestazione del 25 ottobre non fa paura al Governo
21 Ottobre 2008
Silvio Berlusconi deve temere la manifestazione di sabato prossimo organizzata dal Pd? Riusciranno Walter Veltroni e i suoi seguaci a far naufragare la luna di miele tra gli italiani e il Cavaliere? La risposta è no. Innanzitutto perché anche i nemici più accaniti del premier ammettono che l’attuale governo, dopo sei mesi di legislatura, gode di una percentuale di consensi quasi bulgara e difficilmente intaccabile in un colpo solo. E poi perché la contestazione fine a se stessa non aggiunge alcun elemento costruttivo a un’opposizione incapace di porsi come alternativa credibile, a un’opposizione che si presenta sempre più sbrindellata, come conferma il divorzio ufficializzato domenica scorsa tra Pd e Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.
Però bisogna anche dire che il raduno romano del 25 ottobre rappresenta una trappola pericolosa per il governo. E l’insidia maggiore è riconducibile al particolare momento che stiamo vivendo. Veltroni, nonostante la crisi economica globale, non ha fatto marcia indietro e ha deciso comunque di aizzare i cittadini contro il premier e la sua squadra con l’obiettivo di cavalcare la paura generalizzata della recessione. Una paura che si traduce nel timore dei cittadini di perdere il posto di lavoro, nell’ansia di vedere andare in fumo i propri risparmi, nell’incubo di ritrovarsi da un giorno all’altro nell’elenco dei nuovi poveri.
C’è voglia di gridare, di uscire allo scoperto per evitare un attacco di panico. E l’appuntamento di sabato al Circo Massimo rappresenta una grande occasione per scaricare tutte queste tensioni. Perciò molti cittadini sentiranno il bisogno di scendere in piazza per dire no alla crisi economica, non per dichiarare il loro dissenso verso il governo. Walter & co. saranno lì sul palco a pilotare questo equivoco sferrando duri attacchi al Cavaliere.
È alta la probabilità che gli italiani si facciano trarre in inganno. Veltroni cercherà di convincere la piazza che l’attuale governo non è in grado di affrontare la difficile situazione economica e per questo motivo l’Italia sta per cadere in recessione. Mentre in realtà, tutti sanno che la crisi parte da oltreoceano e che i segnali di un andamento negativo del Pil erano già molto evidenti quando al timone di Palazzo Chigi c’era ancora Romano Prodi e la maggioranza di centrosinistra.
Per disinnescare questa mina vagante, il premier dovrebbe riuscire a giocare d’anticipo mettendo sul piatto quelle iniziative (da tutti invocate) per fare fronte all’impasse dell’economia reale. Cioè prima di sabato Berlusconi dovrebbe dire quali sono le sue intenzioni per rilanciare consumi e investimenti. Non basta annunciare nuovi incentivi alla rottamazione di auto e lavatrici. Anzi, questi provvedimenti offrono il fianco all’opposizione pronta ad accusare il Cavaliere di fare sempre e solo gli interessi degli industriali.
Il potere d’acquisto delle famiglie – come abbiamo più volte ricordato in questa rubrica – rappresenta il vero banco di prova del governo per mantenere alti i consensi. Questo è un momento cruciale, serve un’azione coordinata, rapida e decisa per dare respiro ai salari degli italiani. Nei prossimi giorni andrà in discussione in Parlamento
