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Luna di miele

Perché la manifestazione del 25 ottobre non fa paura al Governo

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Silvio Berlusconi deve temere la manifestazione di sabato prossimo organizzata dal Pd? Riusciranno Walter Veltroni e i suoi seguaci a far naufragare la luna di miele tra gli italiani e il Cavaliere? La risposta è no. Innanzitutto perché anche i nemici più accaniti del premier ammettono che l’attuale governo, dopo sei mesi di legislatura, gode di una percentuale di consensi quasi bulgara e difficilmente intaccabile in un colpo solo. E poi perché la contestazione fine a se stessa non aggiunge alcun elemento costruttivo a un’opposizione incapace di porsi come alternativa credibile, a un’opposizione che si presenta sempre più sbrindellata, come conferma il divorzio ufficializzato domenica scorsa tra Pd e Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Però bisogna anche dire che il raduno romano del 25 ottobre rappresenta una trappola pericolosa per il governo. E l’insidia maggiore è riconducibile al particolare momento che stiamo vivendo. Veltroni, nonostante la crisi economica globale, non ha fatto marcia indietro e ha deciso comunque di aizzare i cittadini contro il premier e la sua squadra con l’obiettivo di cavalcare la paura generalizzata della recessione. Una paura che si traduce nel timore dei cittadini di perdere il posto di lavoro, nell’ansia di vedere andare in fumo i propri risparmi, nell’incubo di ritrovarsi da un giorno all’altro nell’elenco dei nuovi poveri.

C’è voglia di gridare, di uscire allo scoperto per evitare un attacco di panico. E l’appuntamento di sabato al Circo Massimo rappresenta una grande occasione per scaricare tutte queste tensioni. Perciò molti cittadini sentiranno il bisogno di scendere in piazza per dire no alla crisi economica, non per dichiarare il loro dissenso verso il governo. Walter & co. saranno lì sul palco a pilotare questo equivoco sferrando duri attacchi al Cavaliere.

È alta la probabilità che gli italiani si facciano trarre in inganno. Veltroni cercherà di convincere la piazza che l’attuale governo non è in grado di affrontare la difficile situazione economica e per questo motivo l’Italia sta per cadere in recessione. Mentre in realtà, tutti sanno che la crisi  parte da oltreoceano e che i segnali di un andamento negativo del Pil erano già molto evidenti quando al timone di Palazzo Chigi c’era ancora Romano Prodi e la maggioranza di centrosinistra.

Per disinnescare questa mina vagante, il premier dovrebbe riuscire a giocare d’anticipo mettendo sul piatto quelle iniziative (da tutti invocate) per fare fronte all’impasse dell’economia reale. Cioè prima di sabato Berlusconi dovrebbe dire quali sono le sue intenzioni per rilanciare consumi e investimenti. Non basta annunciare nuovi incentivi alla rottamazione di auto e lavatrici. Anzi, questi provvedimenti offrono il fianco all’opposizione pronta ad accusare il Cavaliere di fare sempre e solo gli interessi degli industriali.

Il potere d’acquisto delle famiglie – come abbiamo più volte ricordato in questa rubrica - rappresenta il vero banco di prova del governo per mantenere alti i consensi. Questo è un momento cruciale, serve un’azione coordinata, rapida e decisa per dare respiro ai salari degli italiani. Nei prossimi giorni andrà in discussione in Parlamento la Finanziaria e sono attese novità rispetto al provvedimento già varato a giugno. Anche perché l’Ue ha allentato i vincoli di bilancio pubblico, consentendo ai governi di oltrepassare pro tempore il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil. L’Italia ha un margine di manovra interessante, visto che attualmente siamo al 2,5%. Le risorse da destinare alla crescita potrebbero quindi arrivare quasi a un punto di Pil, pari a circa 14 miliardi di euro. Berlusconi dica come vuole spendere questa cifra, tranquillizzi gli italiani garantendo loro che entro la fine dell’anno avranno più soldi in tasca. Se qualche annuncio in tal senso arriverà prima del week-end, la piazza di Veltroni sarà di sicuro più vuota.

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7 COMMENTS

  1. Il totoannuncio svuotapiazza
    Giorni duri: adesso impazza /
    il totoannuncio svuotapiazza. /
    La Gelmini in verità /
    ha riempito le città. /
    E sul clima, poveretto, /
    il Cav è lì solo soletto… /
    Come avere nuovi amici? /
    Rottamiam le lavatrici!!

  2. Sarebbero disposti a
    Sarebbero disposti a bruciare i raccolti, pur di aizzare la gente. Non ce la faranno nonostante gli strepitii, dopodiché Veltroni piano piano se ne andrà. E un vecchio incubo, si riaffaccerà senza comparire personalmente ma per delega: Massimo D’Alema.

  3. Veltronello
    Il capo (?) dell’opposizione (?) si sta trasformando in un vino di pessima qualità. Certamente cercherà di aizzare la piazza utilizzando menzogne e ambiguità, aiutandosi con la solita subdola disinformazione, che da sempre caratterizza l’unica strategia politica che la sinistra conosce. Ma aizzerà gli aizzati e nessun altro. Troverà consensi dai soliti inaciditi, che comunque manderebbero Berlusconi al patibolo, anche se questi decidesse di regalare lingotti d’oro a tutti i comunisti italiani. Quale sarà, la piazza del prossimo “Carnaio” Veltroniano, è noto a tutti. Queste manifestazioni sono sempre caratterizzate dalla presenza nutrita di disadattati d’ogni risma. Abbonderanno i Piercing, il fumo, i sudati della Pace, tanti intellettuali con le tasche rigonfie di viagra, rabbia genuina e ignoranza integrale. E questa folla da purgatorio, sospesa magicamente in una atmosfera satura di Alito da Birra, consumerà quel rito, oramai putrefatto e quindi inutile, che vedrà il sempre più arruffato Veltroni, al centro di un plebiscito nato dalla penna di Victor Hugo. Le farneticazioni de l’Unità le lasciamo tutte ai parenti stretti e non, di quanti interverranno in quello che potrebbe rivelarsi, a parte il dato numerico, un Circo Minimo.

  4. Alta letteratura, bassa politica
    Versi, prosa d’arte… I lettori (condiscendenti o polemici) dell’Occidentale oggi dànno il meglio di sé! Comunque: le manifestazioni della sinistra dànno spesso l’impressione di esser rimpolpate da “manifestanti di professione”, così ben descritti da Centorbi; tutti ne abbiamo qualcuno fra gli amici, alcuni dei quali vanno in piazza per sentirsi grandi, altri per sentirsi giovani. Questa è gente dalla quale il governo Berlusconi non può aspettarsi alcun riconoscimento, in nessun caso, neanche se facesse piovere ciambelle. E la “gente comune”, specie se è davvero tanto preoccupata, non va a far festa in piazza. E’ inutile tentare di ingraziarsi gli uni con regalie, e gli altri vanno aiutati con provvedimenti strutturali, difficili da realizzare entro sabato. Quindi la morale è: le manifestazioni servono a chi le organizza, e la parte avversa non dovrebbe tenerle in alcun conto. Come fece la sinistra a suo tempo, del resto…

  5. Spero tanto che poi questi
    Spero tanto che poi questi manifestanti non facciano casini come abbiamo visto questi giorni con i cortei contro la Gelmini

  6. Qualche giornalista ha
    Qualche giornalista ha affermato che durante la manifestazione di ieri, gli studenti sono stati fermati con i “manganelli”. Ho risposto che meglio avrebbe fatto a scrivere che sono stati fermati dalle Forze dell’Ordine. Cosa voglio dire, mi è parso che anche la stampa aizza la piazza. La manifestazione del 25 p.v. non fa paura al Governo, perchè anche l’opposizione sa che le decisioni prese dalla Gelmini e Tremonti, hanno fondatezza. Certamente la sinistra afferma che la riforma della scuola è fondata su due punti:1°, il sette in condotta;2°il grembiulino.La sinistra afferma che la Gelmini ha combinato un disastro. Ma con la crisi in atto cosa vogliamo fare? Questi signori della sinistra, compresi quelli dell’IDV, sono tuttora incazzati per la sconfitta elettorale. Nessun governo ha mai ottenuto un alto indice di gradimento, siamo quasi al 60%. Ciò vuol dire che si è messo in moto un meccanismo per salvare la nostra Penisola dalla sfacelo che ha combinato la sinistra. Berlusconi, vai avanti, in pochi mesi hai dato un nuovo volto all’Italia, sia di credibilità sia di stabilità politica. Sono sicuro che alla manifestazione parteciperanno gli studenti, che della riforma non gli interessa. L’interesse a manifestare è del corpo insegnanti.

  7. RAZZISTI
    IMMIGRATI,
    PROPOSTA LEGA CHE COMPORTA NO AD ASSISTENZA SANITARIA E’ PERICOLOSA PER SALUTE. OLTRE CHE FIGLIA DELLA STUPIDITA’ E DEL RAZZISMO. MALATTIE
    ED EPIDEMIE SONO DEMOCRATICHE.

    Le politiche discriminatorie, segregazioniste e di vero e proprio apartheid della Lega le pagheranno tutti i cittadini, italiani ed extracomunitari. Vale per l’aberrazione delle classi differenziate, che – se introdotte – impediranno una vera integrazione tra bambini italiani ed extracomunitari, vale a maggior ragione per la folle idea di sottrarre a cure sanitarie i cittadini immigrati, clandestini e irregolari in testa, come la Lega propone con un emendamento presentato al Senato per modificare il Testo unico sull’immigrazione.

    La ratio di tale provvedimento è di chiara, facile e immediata comprensione per tutti, eccetto che per i leghisti: impedire il diffondersi di epidemie e malattie non controllate. Solo dei deficienti possono davvero credere – e pensare di introdurre per via di legge – che una parte della popolazione presente sul territorio nazionale non debba essere curata. Anche perché, se fosse così, si metterebbe in pericolo un’altra parte della popolazione, quella dallo schietto sangue italico.

    Epidemie e malattie, però, proprio come il propagarsi della stupidità umana, non conoscono frontiere e barriere, sono invece “democratiche”. La stupidità e il razzismo della Lega vogliono, in questo modo, mettere a repentaglio la salute di tutti, italiani e non. Gli immigrati, con una norma del genere che ne causerebbe l’immediato espatrio, non vorranno più farsi curare per paura di essere rimpatriati, gli italiani vedranno messa a repentaglio la loro salute, le strutture mediche e sanitarie pubbliche non potranno più monitorare la situazione sanitaria delle nostre città.

    Insomma, un disastro. Un disastro che solo la mente stupidamente razzista e ottusa degli esponenti della Lega Nord poteva escogitare.

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