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Come agevolare la transizione democratica

Perché l’Egitto deve essere la priorità degli Stati Uniti in Medio Oriente

Con l'orribile massacro in Libia, il fuoco della rivoluzione nello Yemen e in Bahrain e le proteste per il cambiamento politico in Giordania e in Marocco, c'è il pericolo che gli Stati Uniti e l’Europa possano perdere di vista ciò che ancora deve essere la nostra massima priorità nella regione: aiutare il popolo d'Egitto a completare la transizione verso la democrazia e ad avere una nuova occasione di benessere.

Perché è così importante l’Egitto? Perché è il cuore del mondo arabo. E’ stato il luogo in cui è nato il panarabismo sotto Gamal Nasser, la chiave di volta della pace in Medio Oriente sotto Anwar Sadat. Con oltre 80 milioni di persone – tanti quanti l'Iraq, l'Arabia Saudita e la Siria messe insieme – è una società civile forte e di grandi dimensioni, decisa, con mezzi di comunicazione indipendenti, con una significativa presenza di forze politiche e con un potere giudiziario di grande considerazione. Se l'Egitto potrà avviare la transizione verso la democrazia, questa aprirà la strada ad una nuova era per il mondo arabo. Se il Cairo ripiegherà su una qualsiasi dittatura, sarà difficile che il resto della regione si muoverà diversamente. La Primavera Araba vivrà o morirà in Egitto.

L'amministrazione Obama ha ragione nell’essere cauta ad entrare troppo pesantemente nella questione. Gli egiziani sono orgogliosi e capaci e non vogliono una democrazia made-in-America. In particolare, abbiamo bisogno di evitare di provare a stabilire che tipo di gruppi può partecipare al processo democratico in Egitto.

Ma ci sono importanti tipi di aiuto che possiamo fornire - soprattutto assistenza economica. Come in Europa orientale, la prima ondata di entusiasmo per la democrazia darà il via alle domande su quanto questa forma di governo sia in grado di portare crescita economica.

Ciò che la maggior parte degli egiziani vogliono da noi è un’intelligente, mirata e tempestiva assistenza. Le azioni che potrebbero essere intraprese immediatamente sono:

1. La remissione del debito: l’Egitto deve miliardi di dollari agli Stati Uniti e all’Europa. Questo debito deve essere cancellato o quantomeno notevolmente ridotto.

2. Il libero scambio: nel 2005 l’amministrazione Bush iniziò a intraprendere negoziati di libero scambio con l'Egitto ma indietreggiò a causa della repressione di Hosni Mubarak nei confronti dei rivali politici. Qualora vi fosse un governo egiziano democraticamente eletto che rispetti i diritti dei cittadini, gli Stati Uniti dovrebbero intraprendere tali negoziati per incentivare quel governo ad adottare il libero mercato come filosofia economica. Nello stesso tempo, Washington potrebbe offrire un accordo commerciale preferenziale che il Congresso potrebbe approvare immediatamente.

3. Ripensare il pacchetto di assistenza degli Stati Uniti. L'amministrazione ha chiesto per il prossimo anno fiscale lo stesso aiuto che aveva domandato prima della caduta di Mubarak. Sebbene abbia senso dare all’Egitto democratizzato tanto quanto abbiamo dato all’Egitto autoritario, questo non è il momento per una politica con il pilota automatico. L'amministrazione dovrebbe discutere con i leader politici dell’Egitto, spostando l'asse verso un aiuto più economico e meno militare. L'esercito dovrebbe essere felice di mostrare al popolo egiziano che è disposto a dare loro una quota maggiore degli aiuti americani.

4. Investimenti privati. I Senatori John McCain e Joseph Lieberman sono recentemente tornati dall'Egitto con un messaggio chiaro: gli egiziani vogliono ed hanno bisogno che società straniere investano nel loro paese. I senatori hanno proposto l'invio di una delegazione di manager specializzati in alta tecnologia in Egitto e Tunisia. L'amministrazione dovrebbe contribuire a far sì che questo progetto si realizzi.

5 Nominare un delegato specialista della transizione in Medio Oriente. Per supervisionare tutti gli impegni, l'amministrazione avrà bisogno di una persona di grande potere alla Casa Bianca, qualcuno con influenza nazionale e internazionale che possa unire gli sforzi del Pentagono, del Dipartimento di Stato, del Tesoro e del Commercio, così come del settore privato e degli aiuti esteri. Il governo americano non è attualmente in grado di gestire questo processo.

Gli Stati Uniti hanno anche bisogno di mostrare un sostegno coerente, pubblicamente e privatamente, verso le richieste dei manifestanti pro-democrazia. Questi stanno chiedendo che la leadership militare egiziana rallenti la corsa verso le elezioni e vogliono riformare i servizi di sicurezza interni per garantire che la tortura e le intimidazioni cessino. L’Egitto può e dovrebbe svolgere le elezioni presidenziali il prossimo autunno - è pericoloso attendere troppo a lungo che il popolo egiziano scelga i propri leader. Ma le elezioni parlamentari devono attendere la creazione di un terreno di confronto politico più aperto ed equilibrato.

Durante tutto il processo, Stati Uniti ed Europa devono fornire un'adeguata assistenza tecnica e finanziaria. Se la Primavera Araba avrà esito positivo o negativo starà, in ultima analisi, ai popoli della regione. Ma questa non deve essere una scusa per gli Stati Uniti e le altre nazioni democratiche per non aiutare in ogni modo possibile l’Egitto. Il popolo egiziano ha un giustificato risentimento poiché gli Stati Uniti hanno appoggiato per molto tempo il repressivo e spesso brutale regime di Mubarak; e mette in discussione il nostro impegno ad aiutarli per godere delle stesse libertà di cui noi usufruiamo. Gli Stati Uniti dovrebbero aiutare subito la transizione in corso, in modo che non vi siano dubbi. La storia non sarà gentile se sprechiamo questa opportunità.

© The Washington Post
Traduzione Manuela Bernabei

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