Perché Obama invita Letta alla Casa Bianca (il 16 ottobre)
12 Settembre 2013
Obama invita Letta alla Casa Bianca il 16 ottobre. "La visita metterà in luce la forza delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, nell’ambito dei forti legami che uniscono gli Stati Uniti e l’Europa", si legge in un comunicato ufficiale della Casa Bianca. "I colloqui", secondo Palazzo Chigi, "consentiranno di ribadire gli strettissimi legami politici esistenti tra Stati Uniti e Italia e di affrontare temi di comune interesse", come la crescita economica, il lavoro, i negoziati per un accordo transatlantico sulla liberalizzazione del commercio, la Nato, "gli sviluppi della situazione nel Mediterraneo e nel Medio Oriente". Come può essere interpretato l’invito rivolto dal presidente americano al premier italiano? Obama dopo le ultime settimane ha sempre più bisogno di sponde diplomatiche in Europa, dove il promesso raid in Siria non ha acceso così tanto i cuori rispetto alle missioni fatte in passato. Obama può certamente contare sul sostegno dell’Italia fino al termine della missione in Afghanistan, il recente viaggio lampo a Herat di Letta va in questa direzione. Ma la posizione equidistante dell’Italia sulla Siria – un intervento è possibile solo sotto cappello Onu – non aiuta tanto (anche se non sembra poi così grave visto come ha votato il parlamento inglese). Per cui quell’appuntamento fissato a Ottobre potrebbe anche essere letto in questo modo: Obama sa che il premier Letta ha fatto del riconoscimento internazionale uno dei puntelli del governo italiano. Sa che l’esecutivo è a rischio, per storie tutte italiane come la decadenza di Silvio Berlusconi. "Credo che il governo non abbia bisogno di inviti per essere più o meno forte", ha detto Letta, "Il rapporto Italia-Usa è uno dei pilastri del nostro Dna e della nostra politica estera". Lo è sicuramente, ma per l’Obama rimasto solo sulla Siria è importante sentirselo ripetere spesso.
