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Perché Putin fa paura alla Ue

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La Guerra Fredda è finita ma per Politico soffiano ancora venti di guerra tra l'Occidente e il non tanto ex "Orso russo". Il giornale pubblica un duro editoriale a firma dell'ex capo dell'intelligence estone su Vladimir Putin, in cui si ripercorrono le ultime mosse dello "zar Vlad" in politica estera, dalla questione Ucraina ai raid aerei in Siria, passando per le questioni energetiche e umanitarie. Secondo l'autore, le operazioni militari condotte da Putin in territori limitrofi alla Russia negli ultimi anni, se viste nel loro complesso, appaiono tutt’altro che isolate o di dimensioni ridotte, anzi, sono il risultato di una visione geopolitica chiara che ha come obiettivo quello di minare la tradizionale architettura della sicurezza occidentale, riorganizzandola a immagine e somiglianza russa.

La capacità propagandistica del governo russo, il nazionalismo e la ragion di stato coltivati con cura, sarebbero quindi base della guerra asimmetrica condotta oggi da Putin, con una differenza sostanziale rispetto ai tempi della Cortina di Ferro: oggi Mosca non punta più alla distruzione militare dell’avversario bensì a una lenta erosione "della fiducia nei valori a fondamento dei sistemi politici occidentali". L'autore mette sul banco degli imputati i leader europei che "incolpano la Germania per la crisi dei rifugiati," che "vogliono costruire muri ai loro confini", che "negoziano separatamente con Putin la fine delle sanzioni in virtù di un nuovo dialogo, ognuno in nome del proprio interesse nazionale" con l'unico risultato di "demolire l'unità europea".

In realtà l'analisi sugli 'stati disuniti d'Europa' non è nuova, ormai sono decenni che si parla della incapacità della Ue di dotarsi di una vera politica estera comune. Come pure è comprensibile il timore dei Paesi dell'ex area di influenza sovietica, come quelli Baltici o del cosiddetto "corridoio di Itamar". Ma il discorso adrebbe allargato, e molto, tirando dentro anche il presidente Obama e gli Usa, mai come ora lontani dall'Europa e che guardano sempre di più a Oriente (vedi la recente visita del segretario di stato Kerry a Hiroshima). Detto ciò, va sottolineato come anche Politico pare aver compreso la capacità che ha Putin di fare politica, di muoversi da protagonista sulla scena internazionale, riuscendo a incunearsi tra le divisioni dei suoi avversari e a farne esplodere le contraddizioni.

(Credits Camilla Cecchini)

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