Perché una Lega troppo forte preoccupa Berlusconi
08 Aprile 2008
Umberto Bossi per Silvio Berlusconi come Fausto Bertinotti
per Romano Prodi? Scenari che in questi ultimi giorni di campagna elettorale si
rincorrono.
Data ormai quasi per acquisita la vittoria su Veltroni, con l’unica
incognita del Senato per valutare quanti senatori potrà disporre la nuova
maggioranza targata Pdl, a Palazzo Grazioli e via dell’Umiltà si iniziano a
fare altri calcoli.
Analisi più interne per capire come si distribuirà il voto
nella futura coalizione di governo e valutare anche quali saranno gli equilibri
della prossima legislatura. In particolare ad essere sotto l’osservazione dei
generali forzisti è la frontiera leghista, attraverso la quale da alcuni giorni
si stanno registrando movimenti. Non certo di uomini ma piuttosto di voti, di
preferenze, segno di un travaso di forze e consensi che starebbe avvenendo tra
le due formazioni politiche. Soprattutto in Lombardia e nel Veneto dove più
forte è la capacità di attrazione dei leghisti. All’orecchio di Silvio
Berlusconi queste voci erano arrivate da tempo ma un po’ l’intento di portare
avanti una campagna elettorale low
profile
ed un po’ la certezza di sbaragliare tutto e tutti lo avevano
distolto.
Da domenica queste voci gli sono ritornate prepotentemente
all’orecchio soprattutto dopo l’uscita di Bossi “sull’imbracciare i fucili
contro la canaglia romana”. Ecco che allora le indiscrezioni sono diventate più
concrete, sostenute anche da una serie di proiezioni di voto che giustificherebbero
i timori della vigilia.
I dati, infatti, parlano di centinaia di voti che
starebbe migrando verso la Lega Nord. Movimenti che sarebbero confermati anche dal
passaggio in questi mesi di numerosi iscritti di An e Forza Italia verso il
partito di Umberto Bossi.
Motivo della “transumanza padana” proprio la nascita
del Pdl che stemperando in un’unica soluzione politica i colori di Fi ed An
avrebbe spinto molti ad abbracciare la causa leghista. Ma all’origine del
“trasloco” anche la sempre maggiore necessità di avere risposte certe e ferme
contro la dilagante criminalità e l’immigrazione clandestina, che al Nord
soprattutto raggiunge livelli di vera e propria emergenza. Risposte che la Lega
sembrerebbe riuscire a dare in questo momento più e meglio dello stesso Pdl.
Tradotto
tutto in cifre il partito di Bossi sarebbe in grado di raggiungere percentuali
che da anni non otteneva confermandosi come forza politica indispensabile per
il Cavaliere. Sia per governare al Nord ma anche a Roma. E proprio quest’ultimo
aspetto starebbe in queste ore preoccupando il Cavaliere.
Infatti il travaso di
voti garantirebbe un peso politico rilevante alla Lega Nord che, con questi
numeri, potrebbe avere un ruolo decisivo sia alla Camera ma soprattutto al
Senato. Una circostanza che alla fine potrebbe pesantemente condizionare le scelte
e le strategie del futuro esecutivo berlusconiano e tra queste in prima fila ci
sarebbe senza ombra di dubbio la questione Malpensa-Alitalia. Ecco allora il
parallelo con Fausto Bertinotti ed il suo legame con Romano Prodi che in fin
dei conti ha segnato più di quanto si pensi la seconda stagione di governo del
professore.
Uno scenario che preoccupa non poco Berlusconi che all’inizio di
questa campagna elettorale proprio per questa ragione aveva deciso di mettere
alla porta Casini.
Convinto così di aver evitato i veti dell’Udc. Ora, invece,
potrebbe trovarsi con una Lega Nord in casa e nelle condizioni di poter
incidere sull’agenda di governo. Questo spiega le tensioni delle ultime ore ed
anche il riferimento alle condizioni precarie di salute del leader Bossi, che
di fatto lo escluderebbe dalla rosa dei ministri.
Un riferimento, fatto dal
Cavaliere, non casuale ma che tenderebbe a dare l’immagine di un partito senza
guida o per lo meno dimezzata con l’intento di ridurre il flusso di consensi. Una
strategia però pericolosa, soprattutto in questa ultima settimana di campagna
elettorale, e che alla fine potrebbe dare all’esterno l’immagine di una
coalizione rissosa creando ricadute negative sull’elettorato.
Per questo il
Cavaliere oltre a liquidare la tensione cresciute in queste ore con la Lega, cercherà
di concentrarsi negli ultimi giorni su temi come quello della sicurezza e del
sostegno alle famiglie. Sfidando, quindi, sullo stesso campo i leghisti e sperando
che lunedì sera non si trovi a dover fare i conti una Lega Nord “pesante” e
pronta a far valere le proprie pretese. In sostanza dalla padella dell’Udc alla
brace leghista.
