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“Pescaturismo” e “ittiturismo”, le carte del Molise per l’estate 2011

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Si chiama “pescaturismo” ed è la nuova frontiera delle attività turistiche marittime. Il Molise – che di coste ne ha poche, ma dense di attività commerciali nel settore della pesca – ha deciso che sarà quella una delle strade principali per aumentare l’offerta turistica, soprattutto in vista dell’imminente stagione estiva. In pratica, si punterà sul rinnovamento delle imbarcazioni o delle strutture portuali per far sì che possano accogliere adeguatamente flussi turistici, mostrando loro da vicino il volto della pesca e delle attività ad essa connesse.

L’impulso decisivo è stato dato dall’assessorato all’Agricoltura, su proposta del quale la Giunta regionale ha approvato, alla fine di aprile, la “Disciplina regionale attuativa in materia di pescaturismo e ittiturismo”. Un provvedimento in linea con le direttive indicate dal ministero dell’Ambiente nella  “Strategia nazionale per la biodiversità: un percorso condiviso e partecipato”: lì vengono individuati alcuni criteri di sviluppo ambientale, da conseguire entro il 2020, tra cui proprio il “pescaturismo e l’ittiturismo”. L’idea del ministero è di promuovere, “oltre alle finalità ricreative e culturali, la corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse ittiche mediante, ad esempio, la creazione di reti interregionali di località destinate a tali attività”.

 

Grazie all’ittiturismo, poi, si potranno integrare le offerte turistiche con una serie di servizi a terra. Molto allettante l’idea: i turisti verranno ospitati nelle caratteristiche abitazioni degli antichi borghi pescherecci e potranno godere dei servizi di ristorazione a base delle specialità tipiche regionali o locali. Ma ci sarà anche un altro aspetto, responsabile da un punto di vista ambientale: l’ittiturismo, infatti, comprende anche tutte quelle attività ricreative e culturali che sono finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse di pesca e alla valorizzazione di tutti gli aspetti socioculturali del mondo dei pescatori.

 

Naturalmente la stagione estiva è quella più indicata per la pescaturismo, ma è un’attività che si può svolgere per tutto l’anno. E i riflessi positivi, da un punto di vista soprattutto economico, non mancheranno. “Così come per l'agriturismo – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere –, nell’ottica della multifunzionalità delle attività connesse alla pesca e all'imprenditore ittico, la pescaturismo e l’ittiturismo perseguono obiettivi di valorizzazione della cultura e tradizioni marinare attraverso l’erogazione di servizi di ospitalità, didattici, sportivi e delle produzioni tipiche gastronomiche strettamente legate alla fruizione responsabile degli ecosistemi marini e alla riscoperta delle bellezze culturali e architettoniche dei borghi marinari”. Il segnale è stato indirizzato all’intero comparto della pesca “nell’ottica – ha aggiunto Cavaliere – di coniugare la riqualificazione dell'offerta e la valorizzazione del nostro patrimonio ittico regionale. Riteniamo possa essere uno strumento in grado di accrescere l’apprezzamento e la fruibilità delle peculiarità del territorio costiero regionale, attraverso la professionalità degli operatori del settore e i relativi aiuti finanziari previsti”.

 

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