Petrolio, nuovo accordo per tagli. Sì anche da Russia e paesi non Opec

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Petrolio, nuovo accordo per tagli. Sì anche da Russia e paesi non Opec

11 Dicembre 2016

 Un accordo storico a Vienna sancisce la nascita di una sorta di “Opec allargata”. I Paesi Opec e gli altri produttori di petrolio non aderenti hanno chiuso l’intesa per ridurre le estrazioni: da gennaio i Paesi non Opec ridurranno la produzione di 558 barili al giorno. Dall’annuncio il prezzo del Brent è salito del 15% a quasi 55 dollari al barile. Il risultato è inferiore al target previsto di 600mila ma, considerando la nuova quota Opec (32,5 milioni di barili), significa togliere dal mercato il 2% dell‘offerta mondiale.

“Sono felice di annunciare che questo storico accordo sia stato raggiunto”, ha riferito Mohammed Bin Saleh Al-Sada, ministro dell’Energia del Qatar, al termine del summit svoltosi a Vienna. L’accordo è considerato cruciale sia perché non se ne vedeva traccia dal 2001 sia per l’ampiezza: coinvolti i signori del greggio responsabili di più della metà della produzione del Pianeta.

Oltre alla Russia di Vladimir Putin, che ha confermato l’impegno a tagliare l’output di 300mila barili, hanno firmato il protocollo Azerbaijan, Bahrain, Bolivia, Brunei, Guinea Equatoriale, Malesia, Messico, Oman, Sudan, Sudan del Sud e persino il Kazakistan. Una sorpresa perchè il Paese ha da poco portato a regime il maxi-giacimento di Kashagan, dove anche l’italiana Eni ha interessi non di poco conto.