Piazza affari ai minimi. Wall Street debole

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Piazza affari ai minimi. Wall Street debole

Piazza affari ai minimi. Wall Street debole

19 Agosto 2016

I mercati azionari vivono incerti l’attesa per le prossime mosse della Federal Reserve e le banche piegano in rosso i listini europei, tra i quali Piazza Affari indossa la maglia nera. Le materie prime hanno generalmente beneficiato del calo del dollaro, che ha perso terreno in scia ai verbali attendisti pubblicati dalla Fed, interpretati nelle sale operative come un rinvio del momento buono per il prossimo rialzo del costo del denaro. Anche tra le grandi potenze produttrici di greggio qualcosa si muove: sia la Russia che l’Arabia Saudita hanno aperto a possibili accordi per cercare di congelare la produzione, dopo il nulla di fatto nelle riunioni di inizio anno.

A Piazza Affari il settore finanziario finisce dietro la lavagna con l’indice delle banche in rosso di quasi 5 punti percentuali: Unipol, Banco Popolare e Bpm sono tra i titoli più venduti, ai quali nel corso della giornata si affiancano anche i big Intesa Sanpaolo e Unicredit. A Milano l’indice guida Ftse Mib segna un calo di oltre il 2% circa. Tra i listini europei, tentenna Francoforte, con un modesto ribasso dello 0,35%, incolore Londra, che non registra variazioni significative rispetto alla seduta precedente, discesa modesta per Parigi, che cede un piccolo -0,48%.

Soltanto ieri, la Bce ha ricordato attraverso la pubblicazione dei suoi verbali che la debolezza del sistema del credito è un fattore di debolezza che riemerge a ogni ventata dei mercati. In Europa si segnalano i prezzi alla produzione tedeschi, che a luglio hanno segnato un rialzo mensile dello 0,2%, mentre su base annuo il calo si è attestato al 2%. Eurostat comunica poi che la bilancia dei pagamenti della Ue ha segnato a giugno un avanzo di 13,1 miliardi di euro, in crescita sia rispetto ai 12,4 miliardi di maggio che rispetto ai 9,9 del giugno precedente.

E’ invece di ieri sera la scelta dell’agenzia Moody’s di rivedere al ribasso il Pil americano per il 2016, a +1,7% dal +2% stimato in precedenza. Invariata a +2,3% la stima di crescita per il 2017. Nonostante questo segnale di debolezza, per gli esperti del rating è possibile un rialzo dei tassi Fed entro fine anno. 

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in cauto rialzo, sostenuta dalla buona tenuta di Wall Street e dalla ripresa del greggio che hanno compensato uno yen, che pur leggermente indebolito, continua a pesare sul morale degli investitori.