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“Piccona Pisapia”, i Kabobo del Pdl non fanno ridere

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Il volantino, diffuso su Facebook, è artigianale. Si vedono il sindaco di Milano Pisapia e quello di San Giuliano Milanese, Lorenzano. Sopra, una bella scritta in evidenza recita "Non ti verrebbe voglia di prenderli a picconate?". Opera del coordinatore Pdl Corrado Biondino, che adesso, travolto dalla bufera per il manifesto che richiama subito alla mente la tragedia di Niguarda, spiega di essersi ispirato non al pluriomicida Kabobo ma al "picconatore" Francesco Cossiga. Si, vabbé, come no.

La verità è che certi Kabobo della destra lombarda - dalla manifestazione leghista a firma Borghezio alle contestazioni allo stadio, fino al poster che non fa ridere - cercano malamente di intercettare consenso per le prossime amministrative, ma scherzare su vicende come quella di Niguarda vuol dire non aver imparato a contare fino a dieci prima di dire o fare. Ora Milano aspetta il ministro degli Interni, Angelino Alfano, che è persona seria ed ha evitato le polemiche puntando sul tema che sta veramente a cuore ai meneghini, la sicurezza: "Bisogna dare la certezza che lo Stato vince sui criminali e dare subito ai cittadini la percezione che Milano è una città sicura", ha detto il vicepremier.

Il ministro dell'interno dovrebbe confermare le 140 divise di rinforzo a presidio della città, poliziotti e carabinieri. Una decisione che "apprezziamo", ha commentato Pisapia, chiedendo che gli agenti restino sul territorio e abbiano disposizione mezzi e strumenti per operare. Intanto il centrodestra milanese chiede l'esercito nelle strade, i leghisti sfoggiano t-Shirt con su scritto "Clandestino è reato" (in polemica con le proposte del ministro Kyenge) e Pisapia assicura che Milano non è città a rischio. "Tutti abbiamo, e dobbiamo avere, a cuore la sicurezza dei cittadini. Ma noi non facciamo propaganda, non strumentalizziamo, e agiamo affinché le persone non abbiano paura".

L'importante, caro sindaco, è che i clandestini, una volta pizzicati com'è successo a Kabobo molto prima di prendere quel piccone maledetto, devono tornarsene a casa. E se gli immigrati dobbiamo accoglierli dovrebbero almeno imparare la lingua e un briciolo di identità valori e tradizioni italiane prima di pretendere la cittadinanza. Il Ghanese non sapeva una parola d'italiano e dopo l'arresto ha biascicato solo qualcosa in inglese. Che miracolo d'integrazione!

Forse la strage di Niguarda è stata davvero un episodio terribile e la città non è a rischio, basti pensare alla mattanza dell'altro giorno a Bari, 3 Under 30 freddati a colpi di kalashnikov nella guerra tra gang. Il rischio se mai è un altro. La stupidità degli agit-prop in kabobo style.

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