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Pionati, sì all’Afghanistan prescinde da Prodi

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"E' un errore collegare l'Afghanistan e Prodi. Il nostro impegno militare è cominciato prima e continuerà dopo di lui. Altro errore cercare pretesti dopo la presa di posizione degli Usa". Queste le parole del senatore dell'Udc, Francesco Pionati.
"Oggi  - aggiunge il responsabile comunicazione Udc - considerano giustamente inaffidabile il governo Prodi. Con il no alla missione penserebbero al tradimento di un'intero Paese. Come a dire: dalla padella alla brace".

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1 COMMENT

  1. Afghanistan
    Il Senatore Pionati ha affermato che sarebbe “un errore collegare l’Afghanistan e Prodi. Il nostro impegno militare è cominciato prima e continuerà dopo di lui”.
    Forse il Senatore dimentica che è il Governo della Repubblica ha fornire le linee guida della missione italiana e i mezzi necessari per il suo successo.

    La situazione in Afghanistan è cambiata e la missione va adeguata di conseguenza anche solamente per un periodo determinato.

    Prodi è dirrettamente legato a ciò che succede “ora”.

    Se Prodi non fornisce misure adeguate per rispondere ai Talebani e onorare le Alleanze internazionali ci sono due possibilità:
    1-gli Alpini e il resto del personale militare italiano dovrebbero essere ridotti drasticamente di numero con il compito al massimo di scaricare i C130 a Bagram o a Kabul.
    2-oppure per salvaguardare la dignità delle nostre Forze Armate dovrebbero tornare a casa.

    Il Governo di Centro Destra li ha mandati in Afghanistan per contrastare Al Qaeda e i Talebani.
    L’Opposizione di Centro Destra dovrebbe portarli a casa per salvargli la vita da una classe d’irresponsabili che oggi sono al potere…
    a Roma.

    Il Senatore Pionati farebbe bene perciò a votare No al rifinanziamento della missione.

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