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Stelle cadenti

Polvere di (cinque) stelle. Nel Movimento è tutti contro tutti

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Negli ultimi giorni, all’interno dei palazzi della politica si è discusso non poco sulla tenuta di questo governo e, seppur consapevoli che ora non ci sia la possibilità di formare altri esecutivi o andare ad elezioni per via dell’emergenza legata al Covid, in molti sono abbastanza concordi nel prevedere che difficilmente l’esecutivo potrà arrivare fino al termine della legislatura. Troppi gli elementi di divisione interna che con la situazione di estrema difficoltà vissuta adesso dal Paese non sembrano essersi attenuati, con Matteo Renzi sempre pronto a far sentire la sua voce a suon di ultimatum e discussioni fiume sui provvedimenti da attuare che spesso partoriscono decisioni poco risolutive (come nel caso del cosiddetto Decreto Rilancio, per il quale è occorso più di un mese e mezzo per portarlo a termine).

Ora però alle già note tensioni si sta aggiungendo un elemento evidente già da qualche tempo, ma che sembra ormai ineludibile: la polverizzazione del Movimento Cinque Stelle. La più numerosa forza politica in Parlamento nelle ultime settimane ha dovuto incassare una serie di colpi che probabilmente hanno messo definitivamente K.O. quella poca coesione interna rimasta: dapprima è arrivata l’ineluttabile presa di coscienza che il tanto vituperato MES dovrà essere attivato per reperire miliardi da investire nel sistema sanitario (ma perché Spagna, Portogallo e Grecia non lo attiveranno e noi sì, si chiedono indispettiti i parlamentari grillini); poi la sconfitta con l’ala più a sinistra del governo sul tema della regolarizzazione dei braccianti agricoli e, ultimo ma non ultimo, una sempre più evidente freddezza nei rapporti che intercorrono tra il Premier Conte e il Ministro degli Esteri Di Maio, resa palese dalla sgangherata gestione del ritorno in Italia di Silvia Romano. A tutto ciò va aggiunto che in casa pentastellata sembra non esserci più un vero punto di riferimento visto il sostanziale allontanamento di Beppe Grillo dalla sua creatura politica e la crescente disillusione verso Davide Casaleggio e la piattaforma Rousseau, da tempo messa in soffitta quando si tratta di prendere importanti decisioni. La liquefazione del Movimento sembra anche essere attestata dalla mancanza di un riferimento chiaro sia nel partito sia nel governo, poiché il reggente Crimi e il Ministro Bonafede hanno vissuto giornate molto difficili sotto vari aspetti ed è proprio per questo che tutti guardano ai cosiddetti Stati Generali quando, prima o poi, dovrà essere eletto il nuovo capo politico.

In quei giorni ci sarà una resa dei conti tra le varie anime del partito, con la figura di Di Battista pronta a tornare sulla scena, anche se in tanti, alla fine, scommettono su una rielezione di Luigi Di Maio che dopo la defenestrazione dell’anno scorso avrebbe dimostrato di essere l’unico a poter ricoprire quel ruolo. E l’ala sinistra del partito – guidata da Roberto Fico – come si comporterà? E tutti i parlamentari – ormai sciolti da ogni vincolo -premieranno una candidatura più a favore di questo governo o una che punti a portare a termine la legislatura anche con un altro esecutivo? E’ per questo che in molti ormai non fanno mistero che questa situazione potrebbe condurre verso un qualcosa di impensabile fino a poco tempo fa: la scissione.

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1 COMMENT

  1. Speriamo che il “Governo a rotelle” sia giunto a destinazione e che M5S e PD scompaiano dalla vita politica degli Italiani definitivamente

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