Home News Post Coronavirus, cercasi disperatamente leader. Il centrodestra resti unito per garantire stabilità e crescita al Paese

L'analisi

Post Coronavirus, cercasi disperatamente leader. Il centrodestra resti unito per garantire stabilità e crescita al Paese

0
11

Siamo in piena emergenza Coronavirus. Il Paese, stando ai decreti varati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, è fermo. La fase di lockdown, cioè di isolamento, sta dispiegando i suoi effetti, con i negozi chiusi, i bar e i ristoranti serrati, la produzione industriale che procede a singhiozzo. Il governo giallorosso, con il premier Conte in testa, sta cercando di gestire questa calamità, sebbene in un primo momento abbia sottovalutato i rischi cui poteva incorrere la popolazione italiana a causa della diffusione dei contagi da Covid-19. Se così stanno attualmente le cose e nulla si può fare se non restarsene barricati in casa, limitando gli spostamenti, è lecito chiedersi – proprio come fa Flavia Perina su Linkiesta – chi guiderà l’Italia una volta che l’emergenza Coronavirus sarà terminata. Sarà ancora Conte? O si individuerà un’altra figura che potrà sostituirlo? In buona sostanza, “chi sarà il leader di una possibile ricostruzione 2.0, chi saprà parlare al Paese suscitando sentimenti di speranza?”. E’ questo il quesito centrale su cui riflette la stessa Perina. Proviamo dunque in questa sede a rispondere a tale domanda, trovando una risposta soddisfacente. Prima però è necessaria una premessa su chi sia esattamente un leader e quali siano le sue principali caratteristiche.

Nel libro “Il racconto del capo” edito nel 2012 da Laterza, la politologa Sofia Ventura sostiene che, di fronte alla realtà fattuale, “il leader interpreta la situazione esistente e cosa non va in quella situazione e deve pertanto essere cambiato, quindi delinea le azioni che bisogna intraprendere per intervenire nel senso desiderato; in altri termini offre una narrazione. Il leader deve essere in grado di proporre una visione che dia significato a una idea e sia fonte di ispirazione per altri. La sua narrazione diviene così strumento per la costruzione del consenso e la mobilitazione”. Stando a quanto sostenuto dalla politologa Ventura – e ancor prima da Weber in poi – un vero leader dovrebbe essere in grado sia di costruire la sua base di consenso popolare sia di mobilitare in suo favore tale popolazione. Detto questo e ribadendo che le leadership singole non sono una iattura, si potrebbe ipotizzare che la narrazione migliore per il Paese sia quella realizzata da un gruppo che, nella sua stessa coesione, trova la sua forza. Potrebbe dunque il centrodestra nella sua versione unitaria porsi come guida per il periodo del post Coronavirus? La risposta è affermativa, dal momento che la coralità di questa coalizione è in grado di far sì che siano garantiti nelle sedi opportune gli interessi della maggioranza degli italiani.

Non è un caso che il premier Conte, dopo aver ricevuto le opposizioni, abbia seguito la linea dettata da queste ultime ossia di un maggior rigore nell’adozione delle misure per arrestare il Covid-19. Certo, è vero che nel centrodestra spiccano delle figure che vorrebbero assumere su di sé una leadership esclusiva che porti alla guida della nazione. Ma correre questo rischio non è possibile, poiché frammentare il centrodestra significherebbe indebolire un intero popolo che crede in un sistema valoriale sedimentato nel tempo. Una volta che questa fase sarà conclusa, ci si presenti uniti di fronte al Paese; solo così sarà possibile garantire stabilità e crescita all’Italia intera.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here