Home News Post Covid, così riscopriremo la bellezza dell’altro

Pòlemos

Post Covid, così riscopriremo la bellezza dell’altro

0
17

Molti si chiedono come sarà il ritorno alla normalità dopo mesi di isolamento domestico; come si costruiranno i rapporti, oltre quella realtà virtuale nel quale si è rinchiusa l’ultima spiaggia della vita sociale; se realmente si realizzerà quel ritorno all’umanismo, dopo mesi di ripiego virtuale. Infatti, molti sono i risvolti paradossali che le costrizioni di questi mesi hanno avuto sugli individui e sui vari Io, che di colpo si sono trovati isolati in un’epoca che se da una parte ha fatto della vita pubblica in senso estetico un suo cardine, dall’altro con la rivoluzione tecnologica ha drasticamente ridotto il trasporto e il contatto umano.

Prima di questa pandemia assistevamo a scene poco incoraggianti, come persone che si ignoravano con il volto chino sui propri smartphone oppure una crescita esponenziale – secondo i sociologi – dei rapporti virtuali, sfruttando al massimo le possibilità delle nuove applicazioni social. Tutto ciò ha contribuito a distruggere quel poco di umano che resisteva, ma adesso, almeno apparentemente, tutto è cambiato: sembra riemersa la nostalgie della vita in comune, ora che qualcosa di più grande di noi, di sovraumano, ci ha tenuti distanti e separati; questa lontananza ci ha portato a riconoscere il valore del contatto umano, della vicinanza, della compagnia da gustare fino in fondo. Mancano le chiacchierare guardandosi negli occhi e manca trascorrere il tempo osservando ciò che c’è intorno a noi, ma anche ammirando quello che ci circonda. 

Non sappiamo come sarà e quando avverrà il ritorno all’umanità, al senso di amare, conoscere, osservare. Sarà tutto diverso? Forse. Non ci resta che attendere per vedere quali effetti reali avrà sortito su di noi, sul nostro Io, questo obbligato sconvolgimento e azzeramento delle nostre abitudini, di quella che consideravamo intangibile routine. Tante sono le sensazioni che sono state scosse, nella singola coscienza degli individui e anche nella coscienza intesa come sintesi di tutte le coscienze e, dunque, in quel senso di comunità, a cui forse la società tornerà a guardare: allora sì, forse, verrà meno – almeno in parte – quella liquidità che, da troppo tempo, caratterizza il nostro mondo e torneranno a splendere un po’ di solidità e di concretezza. 

Troppe nebbie si sono stagliate su di noi, troppe luci soffuse ci hanno distratto da ciò che realmente ha un significato nel corso della vita: ma spesso come i poveri marinai ingenui siamo stati condotti all’inevitabile destino di schiantarci sugli scogli, attirati dal sinistro e affascinante canto delle sirene. Ora, però, che, come Odisseo, siamo rimasti legati, udendo lacerati dal desiderio la forza di quel canto, sapremo guardare alle cose con un metro di giudizio differente e allora avremo chiaro ciò che realmente conta. Guarderemo a chi ci circonda con occhi differenti, sapremo in che direzioni puntare la rotta delle nostre vite, troveremo in noi stessi una bussola che indirizzi il nostro Io, affinché non appaia più sbandato nel vortice dell’esistenza, ma discenda serenamente il cammino della vita. Forse la gioventù abbandonerà la stoltezza, che si tramuterà in consapevolezza ed, un giorno, in saggezza. 

Allora forse, il prossimo non sarà più per noi, routine, ma assumerà una sua profondità e noi, consapevoli di cosa voglia dire vivere “senza”, ne riscopriremo la bellezza. 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here