Prato: nemmeno il Presepe viene risparmiato dalla retorica dell’accoglienza

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Prato: nemmeno il Presepe viene risparmiato dalla retorica dell’accoglienza

Prato: nemmeno il Presepe viene risparmiato dalla retorica dell’accoglienza

09 Dicembre 2019

Da qualche tempo a questa parte – da quando il politically correct è divenuto dominante – le polemiche prenatalizie sono divenute un classico: sempre più spesso qualche insegnate, qualche associazione o qualche Preside, motu prorio, decidono che il Presepe è offensivo per gli appartenenti ad altre religioni e per i non credenti. Quindi, secondo questa logica, va eliminato dai luoghi pubblici oppure va “riadattato”, per non creare alcun tipo di discriminazione.

Un esempio è ciò che è accaduto a Prato: qui, in una delle scuole più antiche della città, va in scena il presepe rivisitato, che rasenta la blasfemia. Infatti, a seguito di quello che potremo definire uno “sfratto culturale” Gesù, Giuseppe, la Vergine Maria, il bue e l’asinello, hanno lasciato il proprio e tradizionale posto ad un barcone ostaggio di un mare in tempesta, con una famiglia di migranti a bordo. Il tutto è stato, poi, sormontato dalle immagini di Liliana Segre, dei pompieri morti recentemente ad Alessandria e del militare dell’Arma dei Carabinieri ucciso a Roma.

Tutto questo, secondo il dirigente scolastico “serve per riflettere”, al contrario di quella che rischia di risultare “una rituale decorazione natalizia”. L’intenzione, dunque, sembra quella di paragonare i migranti a Gesù – come accaduto in passato – e i porti chiusi alle porte serrate a Betlemme. Tuttavia, l’allestimento realizzato dai ragazzi della scuola media sembra più un’ulteriore tentativo di cancellare la sacralità delle nostre tradizioni, utilizzando e distorcendo immagini sacre, racconti evangelici e millenarie tradizioni pastorali.

Inoltre, in contemporanea, la Diocesi di Prato ha organizzato una competizione indirizzata ai ragazzi per la realizzazione del “Presepe più bello”.

Dunque, il novello “Presepe dei migranti”, ha ovviamente creato una spaccatura all’interno della comunità scolastica e dei genitori dei ragazzi e di sicuro continuerà a suscitare polemiche e critiche, che si protrarranno fino alla venuta del Messia, anzi fino all’approdo del barcone.