Prima l’Iran, poi Cuba

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Prima l’Iran, poi Cuba

Prima l’Iran, poi Cuba

16 Marzo 2026

Prima l’Iran, poi Cuba. Così il presidente Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One. L’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che Washington potrebbe raggiungere presto un accordo con l’isola caraibica, dopo lunghi mesi di pressioni economiche e diplomatiche sul regime comunista. Trump ha chiarito che, pur restando l’Iran la priorità dell’amministrazione americana, anche Cuba “vuole un accordo” e che un’intesa potrebbe arrivare rapidamente.
Lo scorso gennaio la Casa Bianca ha imposto nuove restrizioni energetiche contro l’isola, colpendo le forniture di carburante e aggravando una crisi già accentuata dopo la caduta del regime di Nicolás Maduro in Venezuela, che per anni aveva sostenuto l’economia cubana con petrolio a basso costo.
Cuba resta oggi per Washington un vicino ingombrante, una sorta di zeppa nel sistema di sicurezza americano nei Caraibi. E ancora una volta, dopo il Venezuela e l’Iran, il presidente americano che aveva promesso di non fare guerre e di riportare i marines a casa continua a muoversi lungo una linea strategica ben nota nella storia della politica estera statunitense: la dottrina Monroe, secondo cui l’emisfero occidentale rappresenta lo spazio vitale di sicurezza degli Stati Uniti e deve restare libero dall’influenza di potenze rivali.
In questa chiave, la pressione economica e diplomatica esercitata sull’Avana punta a forzare una transizione politica nell’isola e a riallinearla all’ordine regionale guidato da Washington. Dopo la fine del regime venezuelano, Cuba resta infatti l’ultimo tassello di un sistema politico apertamente ostile agli Stati Uniti nel bacino caraibico.