Processo breve, Alfano: “Solo l’1% dei procedimenti sarà prescritto”

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Processo breve, Alfano: “Solo l’1% dei procedimenti sarà prescritto”

30 Novembre 2009

Il ddl sul processo breve comporterà la prescrizione dell’1 per cento dei processi, mentre se si considerano solo quelli di primo grado la percentuale sale al 9,2%. Così al Senato in Commissione Giustizia il Guardasigilli Alfano è tornato a ribadire la validità del provvedimento per snellire l’attività dei tribunali e a garantire agli imputati una giusta durata del processi.

E per riparare alle lentezze della giustizia occorrono 267 milioni di euro. Ma il vice presidente del Csm, Nicola Mancino frena: “Impossibile fornire delle cifre sul processo breve”. Il provvedimento, già incardinato a Palazzo Madama, stabilisce che il processo non possa durare più di due anni per ogni grado di giudizio. “Una valutazione relativa a procedimenti penali pendenti ci porta a dire che il livello di impatto delle norme del disegno di legge è dell’1% con riferimento agli oltre 3.300.000 procedimenti penali pendenti", ha spiegato Alfano secondo il quale “se si fa il calcolo prendendo a base i procedimenti dibattimentali di primo grado, che ora sono 391.917, il livello sale al 9,2%".  Diverse le stime dell’associazione nazionale magistrati secondo cui i processi prescritti salirebbero al 50 per cento, mentre il Csm, sulla base dei dati forniti dai nove maggiori tribunali italiani, ha sottolineato che la prescrizione si applicherebbe a una forbice di processi tra il 10 e il 40%. Da parte sua il ministro della Giustizia ha difeso il testo finalizzato a concretizzare il principio della giusta durata del processo facendo oltretutto  risparmiare al ministero milioni di euro che attualmente vengono destinati come “equi indennizzi” agli  imputati i cui processi si sono svolti in tempi eccessivamente lunghi.

Finora il ministero, ha precisato Alfano, “ha già pagato 150 milioni, 86 li ha come debiti fino al 2008 e solo nel 2009 ha contratto debiti per altri 31 milioni”.Il presidente della Commissione giustizia Filippo Berselli, ha previsto che il ddl sarà votato dal Senato entro Natale sia pure con alcune correzioni, poi passerà all’esame della Camera. Sull’audizione di Alfano in Commissione, il vicepresidente dei deputati Pdl Gaetano Quagliariello ha osservato come i dati confermati dal ministro confermino “un impatto compatibile del provvedimento. Questo disegno di legge è assolutamente necessario ed è un provvedimento che ci chiede l’Europa. Quindi dobbiamo farlo. Non capisco perché la sinistra lo critichi, visto che per ben due legislature ha presentato disegni di legge analoghi”.