Processo breve. Fini: “Attendere l’esito della Camera”

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Processo breve. Fini: “Attendere l’esito della Camera”

22 Gennaio 2010

"Il giudizio va dato solo alla fine dell’iter". Non si esprime il presidente della Camera Gianfranco Fini sul sì del Senato al testo sul processo breve, sottolineando che Palazzo Madama ha modificato in meglio il testo e ricordando soprattutto che ora c’è "il secondo round al Parlamento" e che "ci sarà una discussione". Un’apertura a nuove modifiche al provvedimento insomma, da parte del presidente della Camera, impegnato in una lectio magistralis a Tor Vergata: sul processo breve "modifiche sono già state fatte dal Senato" e "altre potrebbe farle la Camera". "Era certo rimproverabile costituzionalmente – ha detto Fini – che ci fossero norme valide solo per incensurati. Il Senato ha modificato".

Per Fini, occorre quindi "attendere il testo finale per dare un giudizio definitivo, infatti anche la Camera potrebbe apportare altre modifiche. Rispetto a ciò che dissi sul fatto che bisognava dare più fondi alla giustizia – ha aggiunto il presidente della Camera rispondendo alla domanda di uno studente – qualcosa è avvenuto: una prima cospicua risorsa finanziaria per la macchina della giustizia è arrivata con la Finanziaria". "Anche se non sono sufficienti al 100 per cento, le risorse ci sono", ha scandito Fini, per il quale, tuttavia, "sul testo del Senato, le risorse non sono l’aspetto centrale. Ci sono – ha spiegato – alcune altre questioni che meritano di essere approfondite". "Anche se non sono sufficienti al 100 per cento, le risorse ci sono", ha scandito Fini, per il quale, tuttavia, "sul testo del Senato, le risorse non sono l’aspetto centrale. Ci sono – ha spiegato – alcune altre questioni che meritano di essere approfondite".

"Non si può ipotizzare che mentre il Parlamento lavora il capo dello Stato parli: pensare ad una cosa del genere significa non conoscere il nostro ordinamento perché quando il Parlamento lavora il capo dello Stato deve tacere". Ha aggiunto il presidente della Camera, criticando quanti chiedono che il presidente della Repubblica intervenga su provvedimenti come il processo breve, in discussione in Parlamento. "Non si può chiedergli – attacca Fini – di diventare un attore politico".