Prodi dice no al Pd: “Non mi candiderò sindaco di Bologna”
01 Febbraio 2010
di Redazione
"Non sto cambiando idea". Romano Prodi non ci sta a presentarsi come candidato per la poltrona di primo cittadino di Bologna. Nonostante le molte sollecitazioni che gli sono arrivate affinché esaminasse la possibilità di candidarsi, dopo le dimissioni di Flavio Delbono, l’ex premier ha ribadito di non averne alcuna intenzione. Avvicinato dai giornalisti sotto la sua abitazione, in via Gerusalemme, al rientro da una passeggiata, il Professore ha detto: "Segnali d’amore per la propria città se ne possono dare in tanti modi; non è un problema di sacrificio personale".
"In questo particolare momento – sottolinea Prodi – alla città rimasta senza sindaco e in un clima di incertezza politica, serve uno slancio, un lavoro in comune e, prima di tutto, una sosta nell’avvelenamento reciproco, nella tensione così prolungata che però è anche la tensione di tutta la società italiana, non solo di Bologna". A chi gli domandava, poi, se fosse in programma un incontro con il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il professore ha così risposto: "Non è in programma". L’ex premier ha anche spiegato che le attestazioni di stima "fanno piacere". "Naturalmente – ha però osservato – si fanno vedere quelli che fanno atto di stima e non di disistima. Quindi uno non deve mai illudersi che sia un fatto corale e totale. Gli atti di stima fanno piacere, ma fanno pensare che non bisogna credere che sia espressione di tutti".
Poco prima che il Professore parlasse il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani aveva detto: "Se Prodi fosse disponibile a fare questo gesto d’amore verso Bologna, io sarei contentissimo. Ma, ripeto, rispetto le sue scelte. Ha detto da tempo che ha fatto altre scelte di vita. Il fatto che la città e il Pd esprimano grande affetto e desiderio di candidarlo dimostra quanto Prodi sia un punto di riferimento importante. Ho rispetto per le sue scelte – ha ribadito – Vedremo". Prodi – ha concluso – "non ha bisogno di pressioni, sa che cosa pensa la città e cosa pensiamo noi".
