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L'uovo di giornata

Prodi: la visione di un Toninelli qualsiasi

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Avevo letto l’intervista di Romano Prodi sul Corriere della Sera con “contenuta” curiosità, senza nulla aspettarmi; così, quasi solo per una sorta di rispetto verso una personalità autorevole. Non mi aspettavo nulla, e non sono rimasto deluso.

Senonché l’intervista è stata ripresa su Huffington Post che il 2 giugno ha “sparato” un titolo importante: Prodi demolisce Bonomi”. E no! Non demolisce proprio niente. Anzi!

La visione che Prodi cerca di trasmettere nell’intervista al Corriere della Sera è quella di un Toninelli qualsiasi: che non tiene conto del fatto che l’industria e l’impresa italiana, per il Paese, già hanno fatto molto. Ora tocca al resto del Paese, finalmente dopo decenni, fare la propria parte.

La ricetta di Prodi è vecchia come il cucco: è la stessa che applicata per decenni ha provocato il ritardo italiano rispetto alle economie europee ed occidentali.

E’ la ricetta del burocrate e dello statalista, che pur di prendere il controllo dell’economia arbitrariamente definiscono “strategici” i settori che più gli fanno gola. Eppure, ogni settore che produce beni e servizi è strategico (anche quello delle agenzie di viaggio che Prodi stesso cita nell’intervista). Non esistono settori inutili.

La dottrina del dirigismo, di cui Prodi è invasato, che utilizza la retorica del settore strategico cara al fascismo e ancora oggi attiva in Francia ed in Italia (anche nel centrodestra purtroppo), ci mostra il fallimento di due nazioni ormai allo sbando, se comparate con le più liberali Germania e Regno Unito.

Il problema delle due nazioni latine è stato proprio il non aver avuto partiti e movimenti liberali importanti tanto che in Italia il “prodismo” ha imperato così tanto, che anche il centrodestra non riesce a staccarsi dalla cultura statalista dominante a sinistra.

Nessun leader politico italiano avrebbe la forza di dire quello che disse la Thatcher, e che oggi andrebbe replicato a Prodi: “Niente è più strategico del cibo, ma questa non è una ragione valida per far piantare patate allo Stato”.

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1 COMMENT

  1. Indipendentemente dalla persona del Presidente Prodi, se è vero (come è vero) che Ogni Settore è Strategico, come mai chi si alterna, tanto al Governo dell’Italia intera che a quello di ogni suo Territorio Regionale, non fa altro che Stanziare Fondi, Pubblicare Bandi per la libera costituzione d’impresa (senza, peraltro, neanche assicurarsi circa il loro giusto alaggio imprenditoriale) e poi lascia che queste si arrangino da sole ad affrontare i Tempestosi Oceani della Competizione Globale ???

    Ed ora che il Pubblico (e non solo) è tutto in Smart Working, che ne sarà delle Destinazioni d’Uso degli Immobili ???
    Saranno tutti ad un tempo destinati tanto ad Uso Ufficio che ad Uso Residenziale ???

    E le Imprese di Pulizie e di Sanitizzazione Ambientale lavoreranno tutte da Remoto, sguinzagliando in ogni dove Teleguidati Automi del Pulito ???

    E le Comunicazioni Istituzionali saranno tutte automaticamente pubblicate in tutte le Lingue più Parlate al Mondo ???

    Oppure come, ahimè, ancora avviene tanto per i Siti Internet della Santa Sede che per quelli delle Pubbliche Amministrazioni Italiane Locali e Centrali a seconda di quel che passa per la mente ai Web Editors ???

    Siamo sicuri che, alla Luce della Carità di Cristo ed Allargando la Ragione, tutto sarà effettivamente ed efficacemente Portato a Compimento, oppure tutto continuerà ad esser, sistematicamente, iniziato ed abbandonato all’incuria del tempo ???

    Caritas in Veritate (Orando et Laborando) o, appena, Laudato Sii mi Signore che tanto, poi, a rimettere Ordine nel “Francescanesimo” bisognerà “tornare” a …
    … Bonaventura da Bagnoregio ???

    Ahhh, Saperlo, Saperlo !!!

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