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Proteste. L’elevato prezzo del latte rischia di mettere in crisi la produzione

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Il prezzo del latte quadruplica nel viaggio che dalle stalle, dove ad oggi viene venduto a 42 centesimi di euro al litro, lo conduce alle case degli italiani che lo pagano 1.6 euro al litro. E gli allevatori tornano in strada coi loro trattori, soprattutto in Lombardia, regione in cui si registra un'alta concentrazione di stalle (il 40 %) Migliaia di allevatori della Coldiretti stanno presidiando questa mattina i principali stabilimenti di produzione, a sostegno di una protesta che si è già estesa dal latte fino a grana padano e parmigiano reggiano.
Sulle strade coi trattori e  in Piazzale Lodi a Milano vengono distribuiti gratuitamente quintali di latte fresco per aiutare i cittadini in difficoltà economica, chiedere sostegno e scusarsi per i disagi provocati. Le conseguenze le sentiranno anche i consumatori poichè si prevedono effetti sulle scorte di prodotto negli scaffali dei supermercati, come già avvenuto in altri paesi del Nord Europa.

La manifestazione, spiega l'organizzazione, andrà avanti ad oltranza fino a quando non si sbloccherà la trattativa con un giusto accordo per il prezzo del latte alla stalla che si vuole diminuire rispetto agli attuali 42 centesimi di euro al litro. Il mancato accordo potrebbe significare l'estinzione del latte italiano.
Molti allevatori, riferisce Coldiretti, hanno trascorso la notte davanti agli stabilimenti di Auricchio alle porte di Cremona, dove sono radunati in migliaia mentre molti altri presidiano lo stabilimento di  Castenedolo (Brescia) dove si produce Grana Padano e nello stabilimento Zanetti in provincia di Mantova a Marmirolo dove si trasforma il latte in Parmigiano Reggiano.

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