Province, il Comitato per le Autonomie Locali è alle prese con il riordino
30 Agosto 2012
L’auspicio è quello di giungere ad una proposta unitaria che sia specchio di una coesione interna. Ad esprimerlo è Antonio Del Corvo, presidente del Cal, il Comitato per le Autonomie Locali, chiamato ad affrontare la spinosa questione del riordino delle Province, imposto dal governo nazionale. Dopo la riunione dei giorni scorsi del Cal, è stata fissata una data: entro il prossimo 7 settembre, i componenti del Consiglio delle Autonomie Locali dovranno presentare al Presidente le loro proposte di riordino.
Ciò dopo un lungo dibattito, al termine del quale il Cal ha anche richiesto al Servizio legislativo del Consiglio regionale di redigere un parere in ordine alla sussistenza delle condizioni per un’impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale da parte della Regione dell’articolo 17 del Decreto, che prevede appunto il riordino del sistema delle Province.
In attesa delle prossime riunioni, già fissate per il 7, il 12 e il 21 settembre, il tema continua a restare vivo. Tra ipotesi più provocatorie che costruttive, come quella del capogruppo dell’Idv in Consiglio regionale, Carlo Costantini che invita a canceIlare tutte le Province, e altre più circostanziate, come quella del Consigliere regionale, Emilio Nasuti, che rilancia la fusione delle attuali Province di Chieti e Pescara e l’istituzione di un Comune unico (capoluogo della nuova Provincia) che comprenda gli attuali Comuni di Chieti, Pescara, Francavilla al Mare, Montesilvano, Spoltore e San Giovanni Teatino. ”E’ la soluzione più logica che risponde in pieno allo spirito della spending review. Le Province di Chieti e Pescara – spiega il consigliere -, oltre ad avere contiguità territoriale, dispongono di una serie di infrastrutture e servizi comuni (ferrovie, aeroporto, autostrade, università, asse attrezzato). Anche a livello sociale esiste una forte interconnessione di alcune aree dei territori verso l’altro capoluogo: si pensi a esempio a Francavilla con Pescara o a Manoppello con Chieti”. Per Nasuti, secondo cui ”il Cal dovrebbe prendere seriamente in esame questa ipotesi”, si tratterebbe dell’unica soluzione ”per assicurare davvero una svolta all’attuale governance del territorio e lasciare una grande eredità alle nuove generazioni. Con la preventiva fusione delle Province di Chieti e Pescara, la procedura per l’unificazione risulterebbe enormemente semplificata, perchè sarebbe sottratta alla competenza statale (che interviene quando i territori comunali appartengono a due Province diverse), ma sarebbe sufficiente una legge regionale”.
Fatto sta che il tempo stringe perché entro il 2 ottobre si dovrà approvare una ipotesi di riordino degli Enti provinciali e inviarla alla Regione Abruzzo entro il giorno successivo. Una tabella di marcia con ritmi serrati che prevede che, trascorsi venti giorni dalla data di trasmissione dell’ipotesi di riordino (e anche in mancanza della trasmissione), ciascuna Regione, quindi anche l’Abruzzo, trasmetta al Governo una proposta di riordino delle province ubicate nel proprio territorio. La norma prevede anche che le ipotesi e le proposte di riordino tengano conto delle eventuali iniziative comunali volte a modificare le circoscrizioni provinciali esistenti alla data di adozione della deliberazione.
Il riordino deve essere, comunque, effettuato sempre nel rispetto dei requisiti minimi determinati sulla base dei dati di dimensione previsti dalla legge 135 riferiti al territorio ed alla popolazione.
