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Putin alza i toni dello scontro con l’Occidente

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Putin alza i toni del confronto con l’occidente e agita le acque della politica internazionale, complice anche l’approssimarsi delle elezioni legislative in Russia. In un momento di grande incertezza e crescenti tensioni sul piano internazionale, con i numerosi fronti aperti in Asia, (Iran, Iraq, Birmania, Pakistan, Turchia, ecc), ogni parola di Putin assume un peso sempre maggiore. Il presidente russo lo sa bene, e dosa abilmente il proprio tono nel giocare la sua partita a scacchi con le altre potenze mondiali, in primis con gli Stati Uniti. Ma per l’inquilino del Cremlino è altrettanto importante il fronte interno: la vittoria del suo partito, Russia Unita, alle prossime elezioni legislative è quasi certa, la sua popolarità è altissima, e Putin ha tutte le carte in mano per decidere chi gli succederà al cremlino e chi (probabilmente lui stesso) guiderà il prossimo governo. Tuttavia, da bravo ex ufficiale del KGB, non lascia nulla al caso e non perde occasione per battere sui tasti che più gli assicurano il consenso del popolo russo.

Giovedì 18 ottobre nel corso dell’annuale discorso alla nazione, tre ore di diretta televisiva in cui il presidente risponde alle domande dei suoi cittadini, Putin ha dato il meglio di sé. Occorre premettere, come spiega l’International Herald Tribune del 19 ottobre, che “il Presidente ha risposto a una cinquantina dei due milioni e mezzo di domande rivoltegli. Le domande erano selezionate a monte, e mentre molte persone hanno espresso seri dubbi riguardo a temi specifici – dal costo dei generi alimentari alla qualità della sanità – nessuna era apertamente ostile al presidente”. Un ottimo esempio di “managed democracy” in stile russo, nella quale il dissenso scompare e viene sostituito da cauti interrogativi da sottoporre al nuovo padre di tutte le russie che benevolmente rassicura il popolo.

Putin ha scelto anche alcune domande sulla politica estera, per cogliere l’occasione di lisciare il pelo al sempreverde nazionalismo russo.  Come nota un commento de Le Figaro di venerdì scorso “il tono generale della trasmissione è stato decisamente patriottico, quasi marziale”. Non è mancato neanche un collegamento con la base spaziale di Plisietsk, nel nord-ovest della Russia, per testimoniare il lancio di un missile intercontinentale Topol che è arrivato senza problemi nell’estremo oriente dello sterminato paese asiatico. Putin ha parlato di “grandiosi piani militari”  che prevedono entro il 2015 lo sviluppo e l'ammodernamento di tutti i tipi di armamenti russi, dei mezzi di terra e del sistema missilistico, di aviazione e flotta inclusi i sommergibili atomici. Il presidente russo ha specificato che “entro questo lasso di tempo, dovremmo realizzare un nuovo caccia di quinta generazione. Puntiamo sulla produzione di nuovi complessi missilistici ad alta precisione, su armi del tutto nuove, sempre ad alta precisione, sulla modernizzazione dei mezzi di ricognizione, di telecomunicazioni ed elettronici. Per la flotta, quest'anno dovrebbero venire completati la portaerei Iuri Dolgoruki e due sommergibili atomici strategici, il Vladimir Momomakh e l'Aleksandr Nevski”.

I nuovi progressi annunciati da Putin si inseriscono coerentemente in un piano di riarmo perseguito sin dall’inizio del suo mandato. Ufficialmente, la spesa complessiva russa in defence procurement nel 2007 è ammontata a 11,6 miliardi di dollari, con un aumento del 28% rispetto al 2006 che ha portato Mosca a spendere in armamenti circa quattro volte quanto spendeva nel 2000.
Bisognerà vedere quanto sarà realizzato dell’ambizioso piano di riarmo, considerando che le forze armate russe hanno bisogno di un profondo ammodernamento di mezzi ormai obsoleti (gli stessi bombardieri strategici tornati a volare questa estate sono i vecchi Tupolev della guerra fredda). Ma intanto Putin ha raggiunto il duplice obiettivo di inorgoglire il suo elettorato e flettere di nuovo i muscoli di fronte al mondo.

Tanto più che nello stesso discorso Putin ha esplicitamente legato il piano di riarmo alla politica estera russa: nota ancora Le Figaro che il presidente “ha rassicurato un cittadino preoccupato delle mire straniere sulle ricchezze nazionali russe affermando che la Russia ha forze sufficienti per difendersi, la Russia non è l’Iraq”. E a proposito di Iraq Putin ha invitato gli Stati Uniti a fissare una data precisa per il ritiro delle truppe, affermando che “lasciare lì per sempre un regime di occupazione da parte di truppe straniere è inammissibile per noi”. Un’ulteriore presa di posizione contro l’America che fa il paio con l’affermare che il dialogo con l’Iran è molto più produttivo di una politica di sanzioni o minacce. Infine, in un perfetto climax propagandistico che ha ricordato i tempi gloriosi (per molti russi) della Guerra Fredda, Putin ha detto di credere che l’America prenderà in considerazione gli avvertimenti di Mosca sul sistema di difesa anti-missilistico progettato in Europa orientale, ma ha anche minacciosamente affermato che la Russia è pronta a rispondere adeguatamente nel caso che gli americani vadano avanti: “vi assicuro che alcune azioni sono state programmate, e noi le metteremo in atto”. Il Dottor Stranamore stavolta parla con l’accento di Pietroburgo.

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3 COMMENTS

  1. Quando l’occidente,o almeno
    Quando l’occidente,o almeno gli usa,si deciderà a vedere in Putin quello che è.Cioè un pericoloso avversario?E mandarlo un pò a quel paese?Ha il petrolio e il gas,ma li deve pur vendere.Se cambia la politica russa,deve cambiare anche quella occidentale.Non mi sembra che la Russia abbia veramente tutta la forza che sbandiera.

  2. Putin ha avuto un enorme
    Putin ha avuto un enorme merito agli occhi dei Russi e del Mondo intero, almeno di quello che crede nella Nazione come unico aggregato valido della società umana, e sono la maggior parte a cominciare dagli stessi USA. Ha riportato la Russia nelle mani dei Russi, sottraendola alle mire di affaristi che condizionavano quell’ubriacone di Eltsin, parlo di quella cricca di oligarchi che con capitali di dubbia origine e in nome della libertà e della democrazia si stava impossessando delle risorse della nazione .Ha dato una lezione anche all’Europa, che dovrebbe imparare da lui.

  3. Competenza
    chi ha scritto questo articolo parlando dei vecchi Tupolev della guerra fredda dovrebbe sapere che i B52 dell’ Usaf sono dello stesso periodo. E in ogni caso i TU160 non sono di quel periodo ma molto piu’ recenti.

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