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Putin è troppo pragmatico per inseguire sogni di dominio globale

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Carlo Panella ha ragione a sottolineare i grandi sforzi della propaganda iraniana di capitalizzare sulla visita di Putin. Ma è esatto paragonare l’incontro dei presidenti russo e iraniano al Patto Ribbentrop-Molotov e Ahmadinejad a Hitler? Troppo onore, avrebbe detto Putin. In realtà, il presidente si è mostrato prudente, quasi sulla difensiva, durante la sua “linea diretta” di ieri, il programma televisivo in cui per tre ore ha risposto alle domande dei cittadini.

Stando agli organizzatori, sul sito internet del programma sono arrivate circa 2 milioni di domande e la scelta a quali rispondere è stata significativa. Putin ha cominciato con un meccanico di Novosibirsk che nel suo quesito ha ricordato una presunta dichiarazione dell’ex segretario di Stato americano, Madeleine Allbright, secondo cui le risorse della Siberia dovrebbero appartenere a tutto il mondo e non solo alla Russia. “Non ho mai sentito queste parole”, ha risposto Putin, aggiungendo che se ad alcuni politici vengono in mente certe idee è il caso di parlare di “autoerotismo politico”: “Grazie a Dio, la Russia non è l’Iraq - ha chiosato il capo del Cremlino-, uno stato ricco di petrolio ma troppo piccolo per difendersi”.

Putin ha poi risposto alla domanda di un gruppo di militari sullo sviluppo di nuove armi. La Russia continuerà ad affidare la sua difesa alla triade nucleare - missili balistici, aviazione strategica e sottomarini atomici - e comincerà a costruire un altro sottomarino e a lavorare su una nuova generazione di aerei militari. Per completare questo programma però ci vorranno diversi anni.

Putin era ovviamente influenzato dalla conferenza stampa di Bush del giorno precedente, quando il leader americano, senza inutili giri di parole, aveva fatto appello a tutti i paesi coinvolti nel dossier iraniano per evitare la Terza Guerra mondiale lottando insieme con l’obiettivo d’impedire che gli ayatollah si dotino di nucleare. Bush, inoltre, ha affermato che se anche gli USA e la Russia non sono d’accordo su molti temi condividono la consapevolezza della pericolosità della bomba atomica iraniana. In precedenza, il governo russo aveva fatto capire che la lentezza con cui procede la costruzione del reattore Bushehr dipende non tanto dai mancati pagamenti iraniani, quanto da una deliberata strategia russa volta a rallentare il programma di sviluppo nucleare. La Russia avrebbe quindi favorito l’imposizione di nuove sanzioni nei confronti di Teheran, ma molto meno severe di quelle appoggiate dagli americani e dalla Francia di Sarkozy.

La domanda vera di oggi è se Putin cerca di ingannare Ahmadinejad promettendogli l’appoggio al programma nucleare o piuttosto gli  americani dichiarandosi pronto ad impedire la costruzione della bomba atomica iraniana. Putin indubbiamente non ha dimenticato la sorte di Saddam Hussein. Ora sappiamo che l’incredibile ostinazione con cui il dittatore iracheno rifiutò tutti i moniti dell’amministrazione americana e dell’ONU era fondata sulla sua convinzione che Bush e i suoi alleati non avrebbero osato sfidare l’asse Schröder-Chirac-Putin contrario all’azione militare. Saddam ha pagato per l’arroganza con la sua pelle, ma anche Putin ha imparato la lezione. Oggi l’asse franco-tedesco ha cambiato segno e Putin intende giocare la carta di Ahmadinejad per strappare concessioni agli americani e spingerli a rivedere la loro intenzione d’installare missili in Polonia e il sistema radar nella Repubblica Ceca.

A differenza della leadership sovietica, però, quella della Russia di oggi è semplicemente troppo meno ideologica e troppo più pragmatica per diventare partner e protettore dell’Iran senza alcuna seria contropartita: in ballo c’è infatti la vendita a Teheran di sette reattori nucleari per venti miliardi di dollari. Ed è sempre in nome di quel pragmatismo che Putin, giocando su più tavoli, ha accettato la visita lampo di Olmert, dimostrando così di comprendere la fondatezza delle preoccupazioni di Israele.

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1 COMMENT

  1. Putin sarà anche
    Putin sarà anche pragmatico,ma,di fatto,la sua politica è sempre contro gli usa e la Russia è un paese che di democratico non ha nulla.Con buona pace del suo amico Berlusconi e della sua strampalata idea di una Russia in europa.

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