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Putin, Grillo e gli hacker russi alla conquista dell’Italia

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Il movimento 5 Stelle teleguidato da Putin. Casaleggio Associati come WikiLeaks. Beppe Grillo stile Donald Trump, pupazzi nelle mani del puparo del Cremlino. Insomma, hacker russi e siti russofili pronti a fare il lavaggio del cervello agli italiani per far vincere 5 Stelle, un partito che una volta al potere sposterà l’asse dell'Italia verso l’eurasia. No, non è materia di qualche sito complottista. E’ quanto teorizza la crema del giornalismo americano, il New York Times, in un editoriale di ieri in cui si parla della campagna elettorale e delle prossime elezioni politiche in Italia. E' la “grande stampa”, bellezza, che adesso vuol far passare Renzi e renziani come le ultime vittime dello zar, la stessa stampa che fu costretta a scusarsi con i suoi lettori per aver scritto che Trump doveva perdere le elezioni. 

Sono i giornaloni che hanno tifato per Macron, l’eurosalvatore, il presidente che  in nome della Francia patria del libero pensiero ieri l'altro ha avuto da ridire con Putin per qualche sitarello di controinformazione (del resto, una volta Assange e Snowden avrebbero cercato asilo a Parigi, oggi invece preferiscono Mosca e l’ambasciata dell’Ecuador a Londra). Non ci vuole certo un genio delle relazioni internazionali per sapere che i pentastellati non brillano di fede atlantica, ma proprio perché, al contrario dei grillini, noi abbiamo sempre rivolto la bussola nella direzione giusta, e vogliamo che la NATO funzioni, permetteteci di dirlo: sono iniziate le grandi manovre per dipingere anche le elezioni in Italia come taroccate dai fantasmatici “hacker russi”, quelli di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai visto in faccia. 

Prendiamo pure per buono l’avvertimento del NYT, scriviamo che Grillo al potere significherebbe uno spostamento del baricentro transatlantico per l’Italia – ma a corredo di queste tesi, pure praticabili, uno si aspetterebbe delle analisi originali, acute, degne di testate che hanno fatto la storia del giornalismo. E invece aridanghete con le fake news, ordite dai siti amici di Putin per manovrare gli elettori euroamericani, e italiani, neanche fossimo in una puntata di "The Amerikans" e le lancette della storia fossero tornate indietro al 1985, quando Metal Hurlant titolava “Arrivano i rossi!”. Come se davvero Sputnik e Russia Today, i giornali online invisi a Macron, da soli, fossero in grado di spostare un risultato elettorale! 

Beh, sapete cosa disse l’ex capo della FBI americana in audizione alla commissione intelligence del Congresso sugli hacker russi, soltanto un paio di mesi fa? Cosa disse Comey, l’ex direttore licenziato da Trump, che pure stava indagando sulle presunte collusioni fra trumpisti e putiniani sul web? Ragazzi, disse, potrebbero anche esserci stati dei tentativi degli hacker di altri Paesi di infiltrarsi e di influenzare il voto americano, ma se anche fosse successo Trump non ha vinto le elezioni per questo. Sono stati gli elettori americani impoveriti che nelle grandi aree disagiate di una America un tempo industriosa e industriale, sono stati loro, la ex classe media e gli ex operai stanchi della globalizzazione progressista, a mandare a casa Hillary dopo aver votato, anni, per suo marito Bill e per Obama. 

Così vinse Trump. Il resto rischia di trasformarsi solo in “gomblottismo” che, almeno in Italia, fino ad ora aveva una matrice chiara e riconosciuta, ovvero i 5 Stelle. Non vorremmo che il New York Times il prossimo editoriale lo dedicasse alle scie chimiche.

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1 COMMENT

  1. Un ostacolo che l
    Un ostacolo che l’intellighentia occidentale, coi suoi giornaloni fabbricanti di opinioni e notizie false non potrà mai superare, è la posizione geografica del continente Eurasia, il quale è militarmente invincibile per la sua stessa struttura fisica.
    Un dimenticato re scandinavo tentò senza riuscirvi di conquistare la Russia in tempi remoti. Lo stesso risultato ottenne la Grande armée di Bonaparte. Né ebbero maggior successo le truppe del terzo Reich assieme ai poveri soldati dell’Armir.
    L’Asia centrale è militarmente inespugnabile, inconquistabile.
    I mondialisti occidentali, coi loro giornaloni che dipingono gli americani come esportatori di libertà e democrazia, incontrano l’ opposizione al governo russo, il quale oggi non è esattamente come viene dipinto dai media israelo anglo americani.
    Uno spostamento del baricentro Europa-Asia, sarebbe auspicabile nell’interesse economico di tante nazioni europee ed asiatiche produttrici e pronte a scambiare un’enorme quantità di derrate di manufatti e di materie prime.
    E mentre il mondo israelo-anglo americano è obbligato varcare gli oceani per il trasporto del petrolio dei minerali e di tante materie prime, impiegando mesi di viaggio, l”Eurasia, oggi con la costruzione di moderne superferrovie e convogli supermoderni per i trasporti terrestri capaci di collegare l’Europa al Pacifico in un giorno di viaggio, sarebbe insuperabile per i costi e i tempi di trasporto: fattore chiave per lo sviluppo economico delle popolazioni europee ed asiatiche
    Invece l’obbiettivo dei governanti anglo americani non è affatto la prosperità dei popoli, ma la loro supremazia economico militare. Obbiettivo sempre più arduo, oggi con un Putin che non somiglia affatto all’antico Breznev, traditore del popolo russo, e che a quanto pare sta pensando di nazionalizzare la banca centrale ed il sistema monetario russo. Opzione questa molto malvista dai signori occidentali mondialisti.

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