Quagliariello, Giovanardi e gli applausi degli storici: no al reato di negazionismo!

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Quagliariello, Giovanardi e gli applausi degli storici: no al reato di negazionismo!

15 Maggio 2016

Se perfino Repubblica, il 30 aprile scorso, ha dedicato una intera pagina (con richiamo in prima) agli interventi di Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello contro il ‘pasticciaccio’ sul ddl negazionismo passato giorni dopo in Senato, vuol dire che stavolta la maggioranza, il Pd con i suoi alleati centristi, e il Governo, l’hanno combinata proprio grossa.

Repubblica ha dato voce a una lunga lista di autorevoli storici italiani, da Anna Foa a Sergio Luzzatto passando per il direttore dell’istituto di studi storici della Resistenza, Marcello Flores, tutti convinti della bontà degli interventi fatti in Senato da Quagliariello e Giovanardi contro la legge in discussione. La quale legge, secondo gli storici, “rischia di trasformare dei farabutti in martiri”.

“Giovanardi è diventato il nostro paladino,” dice Sergio Luzzatto. “Ho appena scritto a un collega che provo imbarazzo. Ma questo la dice lunga sulla capacità di ascolto del Pd. E Repubblica chiosa che il divorzio tra cultura e politica, nel centrosinistra, era già stato sancito da tempo immemorabile.

“L’intervento di Quagliariello è stato bellissimo”, sottolinea lo storico Miguel Gotor (Pd), che in aula non ha votato contro la proposta del presidente di “Idea” di abolire il provvedimento, “un intervento che sarebbe piaciuto al mio maestro, Corrado Vivanti e credo anche a Primo Levi“. Con Gotor, hanno votato contro il provvedimento anche altri esponenti del Pd.

Anna Foa, ebrea e autrice di importanti saggi storici sulla Shoah, dà ragione alle tesi di Quagliariello e definisce la legge un errore. Poi a proposito del rischio che un provvedimento del genere potrebbe ritorcersi contro Israele, aggiunge, “lo dice anche Giovanardi nel suo intervento ed è difficile dargli torto. C’è chi accusa Israele di una politica genocidiaria – cosa che giudico completamente sbagliata – ma queste critiche potrebbero trovare un sostegno nella nuova legge”. 

[Contro il reato di negazionismo from PMGITALIA_1 on Vimeo]

Insomma, gli storici applaudono ai due senatori che si sono messi di traverso, ma cosa hanno detto di così importante Quagliariello e Giovanardi tanto da essere trasformati in icone da questi intellettuali? Vi riproponiamo l’intervento integrale tenuto in Senato da Quagliariello contro il ddl negazionismo e un editoriale di Carlo Giovanardi che nei giorni scorsi avevamo ospitato proprio sulle pagine dell’Occidentale.

Segnaliamo anche il reconto stenografico della seduta di giovedì 18 aprile con la discussione sul provvedimento, in cui i senatori di Idea – Quagliariello e Giovanardi – fanno emergere la contraddizione più grande del ddl negazionismo, ovvero la tendenza a trasformare tutti gli eventi storici in reati potenziali, generando “una casistica enorme nella quale diventa arbitrario decidere cosa è reato e cosa no,” come spiega Flores intervistato da Repubblica.

“Se nego la Shoah,” dice Flores, “ho l’aggravante”. “Se la esalto dicendo che i nazisti hanno fatto bene non ho l’aggravante. Mi pare assurdo”. Conclusione: sono anni che gli storici mettono in guardia da leggi come quella in discussione al Senato. Il Pd renziano a quanto pare è sordo oltre che confusionario.

Meno male, per gli storici italiani, che in Senato ci sono persone pronte a battersi contro la “legge-pasticcio” dei Dem, presentata dal senatore di Area Popolare, D’Ascola, ma bocciata su tutta la linea da Flores e dagli altri storici.

[Data di pubblicazione 30 aprile 2016]

NOTA. Gaetano Quagliariello è nato a Napoli il 23 aprile del 1960. Politico, accademico e costituzionalista italiano, entra con Forza Italia in Parlamento dal 2006. Dal 2013 al 2014, Quagliariello è stato Ministro per le riforme costituzionali nel Governo Letta.

Il 30 settembre 2013, Quagliariello, insieme agli altri ministri del Pdl, presenta dimissioni “irrevocabili”, che vengono respinte dal presidente del consiglio Letta. Il 16 novembre 2013, Quagliariello aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano. Nel febbraio 2014 viene designato all’unanimità Coordinatore nazionale del partito.

Il 14 ottobre 2015, con una lettera inviata al presidente del partito Angelino Alfano, Quagliariello annuncia le sue dimissioni dal ruolo di coordinatore nazionale del partito, per la posizione filogovernativa assunta dal partito. Uscito dall’Ncd, Quagliariello ha fondato ed è presidente del movimento Identità e Azione (IDeA).