Quagliariello: ok a Riforma Senato e Titolo V ma farla bene
31 Marzo 2014
di Redazione
"La riforma si deve fare, non dobbiamo dare alcun alibi, dobbiamo essere come la moglie Cesare in prima fila perché la riforma serve all’Italia: non ci possiamo più permettere mille parlamentari e il triplo del tempo per fare le leggi". Lo ha detto il coordinatore nazionale di Nuovo Centrodestra, Gaetano Quagliariello, alla Telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5.
"Stiamo toccando la Costituzione – ha aggiunto – e non è che ci si può mettere tutto ciò che si desidera: la riforma si deve fare bene perché non vorremno tra qualche anno vergognarci come oggi la sinistra si vergogna per il Titolo V del 2001. Il vero problema è che ci deve essere una sola Camera che dà la fiducia e l’altra Camera che fa un altro mestiere. Il Senato deve rappresentare le esigenze dei territori, dei comuni e delle regioni, all’interno del procedimento legislativo".
Quagliariello però non condivide "alcune cose" del progetto di riforma di Matteo Renzi: "Il Senato deve essere il luogo in cui i territori hanno la loro rappresentanza nella produzione delle leggi quindi deve essere fatto soprattutto da rappresentanti delle Regioni perché i comuni non hanno funzione legislativa. Quindi terrei in numero molto più limitato i sindaci. Poi non è pensabile che la Lombardia o il Piemonte abbiano gli stessi rappresentanti della Val D’Aosta e del Molise. Poi cosa c’entrano i 21 nominati dai presidenti della Repubblica? Cosa c’entrano con i rappresentanti dei territori? Di nominati ne abbiamo abbastanza in Italia".
Infine, secondo Quagliariello, "se questi sono rappresentanti degli enti locali perché devono incidere sulla Costituzione? La Costituzione è materia di sovranità popolare, di persone designate dal popolo, non dagli enti: o si legano i senatori alla fonte della sovranità popolare o il problema va risolto". "Tutto questo – ha concluso Quagliariello – va fatto operando un grande risparmio ma se si cambia la Costituzione oltre agli slogan bisogna vedere anche i contenuti. Non diamo alibi, siamo sulla buona strada ma la riforma bisogna farla bene".
