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Quagliariello: “Silvio lasci Salvini per noi, erede scelto con le Primarie”

"Per Berlusconi è venuto il momento della scelta. E la dovrà fare in fretta, non c’è più molto tempo”.

Scegliere cosa, senatore?

“Non può più pensare, anzi nessuno può più pensare a una riedizione del centrodestra come lo abbiamo vissuto finora. Che coinvolga tutti, dalla destra estrema alle forze di centrodestra come noi”.

Insomma, deve scegliere tra voi e la Lega di Salvini? E secondo lei cosa sceglie?

“Non ha alternative. Lo ha capito anche lui. È la scelta obbligata già fatta in Francia da Sarkozy, che ha vinto non a caso prendendo le distanze dalla Le Pen, e da Cameron che non ha mai voluto avere a che fare con Farage”.

Peccato che Berlusconi, dal Veneto alla Liguria alla Puglia con Salvini abbia stretto un’intesa elettorale. Per altro anche voi in Liguria...

“A parte quel caso isolato, noi con la Lega siamo su fronti diversi. Quanto a Forza Italia, l'auspicio è che l’intesa col Carroccio si esaurisca con queste regionali”.

Ma pensate di confluire in un partito unico? Di nuovo con loro?

“No. Manterremo la nostra autonomia. Al più costruiremo rapporti federativi perché l'Italicum impone liste di coalizione”.

D’accordo, ma come farete a tornare con Berlusconi dopo anni al governo con Renzi?

“I nostri principi sono alternativi a quelli del Pd. Puntiamo a chiudere il percorso delle riforme e ad essere poi i protagonisti di una democrazia competitiva. Del resto nel 2013 le elezioni non le ha vinte la sinistra, dunque le idee del centrodestra meritavano di essere rappresentate anche al governo”.

Vi accuseranno di trasformismo.

“In queste e in tutte le precedenti elezioni regionali ci siamo sempre presentati in coalizioni avversarie del Pd. Quanto al governo, abbiamo cancellato l’articolo 18 e l'Irap, introdotto la responsabilità civile dei magistrati, liberato la scuola dal giogo dei sindacati: qualcosa da ridire l’avranno forse gli elettori di centrosinistra, non certo quelli di centrodestra".

Invocate le primarie, ma Berlusconi insiste nell’escluderle.

“Berlusconi si deve solo convincere che il leader non può più determinarlo lui. Non più per investitura”.

I veri leader non sono stati scelti con primarie, risponde lui.

“Ridicolo. I partiti dei tempi di De Gasperi e Craxi erano altra cosa, altra era. Non mitizziamo le primarie, ma possomo essere utili”.

E Angelino Alfano scalda i motori, giusto?

“Alfano è il leader dell'Ncd; per la coalizione, ci si misurerà in una libera competizione”.

(Tratto da Repubblica, intervista di Carmelo Lopapa)

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