Home News Qualcosa non torna se nelle chiese si legge il Corano

Qualcosa non torna se nelle chiese si legge il Corano

19
49

Che nella chiesa dove è stato sgozzato padre Jacques siano andati dei musulmani in segno di solidarietà, è sicuramente apprezzabile. Che l’iniziativa sia stata estesa a tutta la Francia, dove gli attacchi del terrorismo islamico si sono moltiplicati, ci sta. Ma vedere che in Italia, a Bari, nella cattedrale di San Sabino è stato letto il Corano (in arabo) in cattedrale; vedere in un video che a Santa Maria in Trastevere addirittura un Imam canta un versetto del Corano; vedere la distribuzione di pane ai musulmani durante la messa, a Ventimiglia (perché? Se non era una "simil-comunione", cos’era: la merenda di metà mattina?) mi lascia, a dir poco, profondamente a disagio, a prescindere dalle intenzioni di chi l’ha fatto.

Sono gesti di grande ambiguità, perché se è vero che nelle nostre chiese può entrare chiunque, e chiunque, singolarmente e personalmente, può mettersi a pregare, è lapalissiano che moschee, sinagoghe e chiese servono fedi differenti, perché è diverso il Dio che vi si prega. Non è vero che abbiamo lo stesso Dio. La chiesa cattolica in particolare non è semplicemente uno spazio dedicato alla preghiera, dove leggere antichi testi sacri, come per altre religioni, ma è il luogo dove viene custodito il corpo di Gesù (e la Messa è la celebrazione dell'Eucarestia, Mistero della Fede), il luogo dei sacramenti; non puoi farci qualunque cosa. 

Gli incontri interreligiosi non si possono improvvisare ma vanno preparati con cura: per difendere la nostra identità, dobbiamo innanzitutto riconoscerla ed affermarla piuttosto che annegarla in un mare di indifferenziata spiritualità. Le intenzioni di chi vuole manifestare la propria abissale distanza dai terroristi sono lodevoli, persino commoventi, e manifestamente sincere, ma che un imam reciti versetti del Corano durante la messa dà l’idea che alla fin fine quel testo non sia poi così diverso dall’Antico e Nuovo Testamento.  

E allo stesso tempo, un conto può essere il gesto simbolico di un imam, in una chiesa specifica e significativa – come ad esempio quella francese dove è stato ucciso il sacerdote – un altro è una partecipazione corale di musulmani alla messa. Che poi quanto corale sia stata, non è dato sapere, visto che le cifre vengono solo da una organizzazione (la Comai, le Comunità del Mondo arabo in Italia). Insomma, io resto perplessa, e almeno aspetterei prima di parlare di "evento epocale", come hanno fatto in tanti, probabilmente per il sollievo di assistere a un primo gesto significativo della comunità islamica. Per esempio aspetterei di vedere se questa, pur con le sue ombre, è la prima di una serie di iniziative a favore della libertà religiosa, sempre da parte dei musulmani.

Aspetterei di vedere se ne seguiranno altre per dire pubblicamente che anche i cristiani (come tutti i credenti diversi dai musulmani) hanno diritto di costruire chiese nei paesi islamici, hanno diritto di pregare in pubblico e di educare nella propria fede i propri figli, in terra islamica. Aspetterei, insomma, perché a mio personalissimo avviso “la domenica andando alla messa” è solo il titolo di una vecchia canzone, e ho molti dubbi possa essere, di per sé e da solo, la bandiera dell’Islam moderato.

(Nella foto, la cattedrale di Rouen durante la messa di ieri)

 

  •  
  •  

19 COMMENTS

  1. Giusto,ma le comunità
    Giusto,ma le comunità islamiche devono fare molto di più,a cominciare dal riconoscimento dei pari diritti agli sciti come ai sunniti;naturalmente la parità religiosa nei paesi arabi è ancora lontana anni luce.

  2. Potrebbe starci ma…
    In realtà non è sbagliato l’accadimento, ma il fine.
    Cerco di spiegarmi:
    Il Concilio Vaticano II ammette l’esistenza di una parte di luce anche nelle altre religioni, sebbene affermi con grande determinazione che solo la Chiesa cattolica sia in possesso della pienezza della Rivelazione e come tale debba essere la Luce che illumina il mondo.
    In particolar modo ciò è vero nei confronti dell’islam, religione sulla quale i documenti conciliari si dilungano, invitando a superare le vecchie ragioni di astio in quanto gente in buona fede nella sottomissione al volere di Dio.
    Quindi tutto bene? beh, a mio avviso no.
    No perché se è vero che la Dichiarazione Nostra Aetate incoraggia al riconoscimento dei caratteri positivi contenuti nelle altre religioni e ad aprire un dialogo con esse, è altrettanto vero che la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium afferma con forza la centralità di Cristo e la natura missionaria della Chiesa.

    A parer mio l’apertura delle chiese alle altre religioni è positiva, ma è tale solo se ci si ricorda del fatto che i dogmi sono per loro natura non “negoziabili” in quanto Verità di Fede definitivamente acquisite. Quindi benissimo i musulmani in chiesa, ma solo a patto che tale apertura serva a guidarli alla Chiesa e, attraverso di essa, a Cristo.
    Che poi ci si riesca o meno non è nella disponibilità dell’essere umano deciderlo, ma almeno l’intenzione deve esserci.

  3. “Non è vero che abbiamo lo
    “Non è vero che abbiamo lo stesso Dio”, scrive l’articolista. Ma lei conosce la dottrina cattolica? Il Dio d’Israele è stato portato – secondo le promesse – a tutti i popoli del mondo, musulmani inclusi, rivelandosi il Dio di tutti loro, l’unico Dio. E questo non lo dico io ma Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, suo libro “Gesù di Nazareth”. Se lo legga, mi faccia il piacere, evitera’ cosi’ la prossima volta di dire fesserie

    • Lei Alessandro è un ignorante
      Lei Alessandro è un ignorante. basterebbe solo il fatto che il Dio cristiano è Trinitario, e questo è dogma di Fede, quindi indiscutibile a meno di apostasia, e il dio islamico no, non può esserlo. Poi mi dice dove ha letto nel volume di ratzinger la favoletta che il Dio di Israele, secondo le promesse (di chi?) è stato portato ad islamici e cristiani ? Impari a leggere e a comprendere Papa Ratzinger.

    • A me pare giusto l’articolo,
      A me pare giusto l’articolo, magari carente sotto il profilo strettamente dottrinale ma non trattandosi di un trattato di teologia va bene così.
      Avere “lo stesso Dio” comporterebbe la visione trinitaria, in assenza della quale il Dio non può essere lo stesso, non credi Alessandro?
      Che poi vi siano alcune caratteristiche in comune fra il Dio cattolico, perché le chiese sono luoghi cattolici e non genericamente cristiani, ed il dio (intenzionalmente con la minuscola) delle altre religioni è altra cosa, ma l’assenza della sua caratteristica più importante non autorizza ad intendere la similitudine come identità.
      Il dio di musulmani ed ebrei, per quanto tecnicamente unico, non è lo stesso Dio del cattolicesimo ma ne è solo un modesto bagliore riflesso.

    • Lo stesso Dio?
      Che il Dio d’Israele è stato portato a tutti i popoli del mondo non significa che tutti i popoli del mondo lo abbiano riconosciuto, altrimenti le diverse religioni non esisterebbero. Quindi prima di interpretare in maniera ridicola i testi di Ratzinger riprenda l’analisi logica. Infatti il Dio è ovviamente lo stesso per definizione, ma ognuno ne dà una propria interpretazione: quella islamica non è compatibile con quella cristiana, salvo alcuni attributi come “Misericordioso”.

    • Temo che la fesseria l’abbia detta Lei
      Che il nostro Dio cattolico sia il Dio di tutti è vero, ma il problema sta proprio nell’accettazione da parte di quei tutti.
      Temo perciò che la fesseria l’abbia detta Lei, nel momento in cui confonde la disponibilità del Dio di Israele ad essere Padre di tutte le sue creature, con la scelta di rifiutarlo da parte di chi si “sottomette” a un dio che non è il Vero, Unico e Trino.

  4. “Non è vero che abbiamo lo
    “Non è vero che abbiamo lo stesso Dio”, scrive l’articolista. Ma lei conosce la dottrina cattolica? Il Dio d’Israele è stato portato – secondo le promesse – a tutti i popoli del mondo, musulmani inclusi, rivelandosi il Dio di tutti loro, l’unico Dio. E questo non lo dico io ma Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, suo libro “Gesù di Nazareth”. Se lo legga, mi faccia il piacere, evitera’ cosi’ la prossima volta di dire fesserie

  5. RImango sgomento di fronte a
    RImango sgomento di fronte a tanta faciloneria.
    Come cattolico di famiglia cattolica, già combattente per mantenere la mia fede ogni santo giorno che il Signore mi vuole e vorrà donare, sono ferito da tanta ambiguità. Non mi conferma nella fede e non mi da forza vedere quanta confusione regna in tanti sacerdoti in primis e quanta ignoranza nei cattolici “medi”.
    Davvero la preghiera che più sale in questo periodo nella mia testa è “Marhanathà”, vieni Signore Gesu.. Vieni presto!

  6. lo stesso Dio
    Padre Samir Khalil Samir afferma nel suo “Cento domande sull’Islam” che Allah e il Dio dei cristiani è lo stesso. Anche il Dio di Israele è lo stesso dei cristiani. La differenza sta nella Rivelazione, sta nel Dio fatto uomo. Il dialogo tra religioni lo trovo un assurdo: si dialoga tra uomini, tra fedeli, tra chi cerca un senso di se stessi e della propria vita. Preghiamo che questa iniziativa dia frutti.

  7. NON È LO STESSO DIO
    Lo dice la prima legge della Metafisica: “Se una proposizione è data per vera, una proposizione dal contenuto differente è perciò da considerarsi falsa”. Il Divino del cattolico è diverso da quello islamico. Ma la verità non si concilia con il suo opposto, che è menzogna. E chi adora un Dio edificato su dottrine di menzogna, adora non Dio, ma un dio parziale, o meglio un demone. Ne consegue che l’adesione ad una fede ha un contenuto eroico e drammatico, è una scommessa esistenziale radicale. L’Islam non condivida i nostri altari, e non condividiamo noi le loro moschee. È sufficiente per noi che non girino armati di machete per le stazioni italiane, non ci aggrediscano e ci sgozzino come fanno ora, e staremo in pace anche in strada.

  8. Allah non è Dio, per il
    Allah non è Dio, per il semplice motivo che Allah non ha un Figlio e Dio sì. Il cristiano crede in Dio Padre e in Gesù Cristo suo unico Figlio. Se vai a dire a un musulmano che Allah ha un figlio vedrai la reazione.

  9. alla Messa che ho celebrato
    alla Messa che ho celebrato domenica hanno assistito una ventina di musulmani, uomini e donne. prima della comunione hanno deposto davanti all’altare un cofanetto di fiori. dopo la comunione è stato letto un loro comunicato che condannava l’omicidio di Rouen. Hanno cantato due sure e letto una poesia sulla pace. ci siamo riproposti di incontrarci anche in altre occasioni

  10. è chiaro che a Bari danno i numeri!
    Una grandissima scemenza, ma d’altronde il papa ha baciato i piedi ai musulmani, che dobbiamo aspettarci? Sottomissione totale e imbarazzante da parte della chiesa! Per fortuna la gente non è d’accordo, c’è qualcosa che si rivolta nel proprio essere. Io mi immagino ipoteticamente di andare in una moschea araba, con la pretesa che un prete legga alcuni passi della Bibbia, mi figuro già che succederebbe. Cioè, è blasfemia, senza tante storie e io sono a dir poco scandalizzato!!! Beh, vuol dire che bastoneremo anche i preti insieme ai sinistri e ai catto-comunisti=il peggio.

  11. Condivido le perplessità
    Condivido le perplessità espresse da Assuntina Morrese e sottoscrivo la necessità IMPELLENTE di manifestazioni più concrete da parte della miriade di congreghe musulmane sparse nel nostro Continente. Fino ad allora, per mia diffidenza, acquisita a suo tempo SUL CAMPO, eviterei di esultare. Sappiamo benissimo cosa significa il termine TAQIYYA praticato nell’islam specialmente in tutto il Magreb…

  12. Nutro troppi dubbi…
    …sul comportamento dei musulmani. Ci andrei ancora molto cauto fino a quando non avrò delle prove concrete di condanna serie e palesi da parte della miriade di congreghe musulmane presenti sul territorio europeo.
    Non dimentichiamo quale significato sottende il termine TAQIYYA nella cultura islamica, specie nella fascia magrebina, difficile da sradicare…

  13. La realtà è che non abbiamo lo stesso Dio
    Fino a prova contraria le religioni (Mussulmana e tutte le altre), che non riconoscono Gesù Cristo come il figlio di Dio (Trinità), (vedi il ns Credo domenicale) non possono sostenere di avere il ns stesso Dio. Per la religione Ebrea è diverso, nella ns Bibbia è previsto alla fine dei tempi la conversione del popolo Ebreo, e pertanto si può dire che il loro Dio sia anche il nostro Dio.

  14. Io vorrei dire che esiste un
    Io vorrei dire che esiste un problema di base che sono ideologie se una è impostata sulla carità cristiana e sul rispetto di qualsiasi essere vivente non si può fare da collante con una setta a cui manca solo la pietra per i sacrifici sia umani che animali! Non è un caso che mentre l’umanità si scervellava a scrivere la carta dei diritti dell’uomo intesa come tutti gli esseri umani i paesi islamici con i loro governanti si sono apprestati a scrivere la carta dei diritti dell’islam in cui non è compresa la femmina e se è compresa il suo posto è di sottomissione, e non mi sembra che ci sia qualche democrazia che sia disponibile ad accettare! E poi vorrei vedere quale paese accetterebbe come pratica la pedofilia, l’omicidio, l’assassinio di persone non uguali a loro, il mercimonio di esseri umani, l’infibulazione, e altre pratiche che in qualsiasi democrazia si andrebbe in galera!

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here