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La due giorni di Magna carta

Quale futuro fuori dal tunnel della pandemia? Da Anagni una prospettiva di luce

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La satira di Federico Palmaroli con le sue ‘Le più belle frasi di Osho’ ha chiuso oggi con il sorriso la due giorni di Anagni promossa da Fondazione Magna Carta e Sallux dedicata a una serie di riflessioni su ‘Chiesa e secolo al tempo della pandemia’, un modo per immaginare il futuro all’uscita dal tunnel. Palmaroli ha infatti ripercorso, tramite le sue vignette, i principali avvenimenti politici di questi due anni segnati dalla pandemia, ricordando l’importanza della satira e della risata anche in tempi d’emergenza.

Un convegno, quello di Anagni, coordinato dal senatore Gaetano Quagliariello e da Eugenia Roccella che ha visto il confronto tra posizioni diverse su tre grandi macrotemi: quello del rapporto tra giovani e anziani, quello del ruolo della Chiesa e quello della transazione digitale. “Questa sembra essere la prima pandemia della storia dove non si è avuto un recupero del sacro, ma viceversa si è assistito a una ulteriore secolarizzazione – ha detto Quagliariello -. Su questo la Chiesa e i cristiani sono certamente chiamati ad interrogarsi”. Una provocazione del resto raccolta da un punto di vista laico da Fabrizio Cicchitto il quale dal canto suo ha sottolineato il valore “solidaristico della Chiesa e del mondo cattolico durante una pandemia” che ha visto, a suo avviso, il contrapporsi a un approccio comunitario una filosofia “darwiniana pericolosa abbracciata in Europa da Johnson e Oltreoceano da Trump e Bolsonaro”.

Se la giornata di ieri è stata occasione per un dialogo plurale sugli aspetti più stringenti legati alle misure per il contenimento della pandemia con gli interventi tra gli altri di Assuntina Morresi, Mario Binasco, Giulio De Rita, Diego Marchiori, Domenico Menorello, Giovanni Orsina e dell’ex coordinatore del Cts Agostino Miozzo, le riflessioni più strettamente politiche ed economiche hanno avuto spazio domenica con gli interventi tra gli altri dei parlamentari Stefano Fassina, Annamaria Parente e Davide Faraone, di Guido Bertolaso, del direttore ISTAT Michele Camisasca, di Carlo Giovanardi, Natale Forlani e Salvatore Rebecchini e del ministro Renato Brunetta. Proprio da Brunetta è arrivata la critica più dura e diretta al mondo politico e partitico in particolare. “Il Governo sta procedendo in modo unito e il racconto di divisioni che trapela dai media è spesso frutto di una narrazione dei partiti troppo spesso impegnati a piantare bandierine e ancora incapaci di cogliere il cambio di passo che la pandemia ha imposto – ha detto Brunetta -. L’attività parlamentare è fondamentale e il bagno in Arno che le proposte di legge fanno in Parlamento rappresenta un faticoso ma indispensabile esercizio di democrazia. Detto questo vedo partiti che non colgono la necessità di uscire dalla logica della conservazione per contribuire al cambiamento che il Paese sta attuando”.

Tanti gli interventi dei giornalisti che hanno partecipato in modo attivo ai lavori che hanno visto la costante presenza del sindaco di Anagni Daniele Natalia e dell’assessore Giuseppe De Luca: tra loro Pietro De Leo, Francesco De Palo, Francesco Boezi, Angelo Picariello, Alessandro Sansoni, Alessandro Rico, Sandro Magister e Fausto Carioti.Una menzione particolare merita la proiezione del cortometraggio di Francesco Jose’ Fernandez dedicato a Ponzio Pilato dal titolo ‘L’ultima vacanza del procuratore’.

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