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Quale presidente francese per Berlino?

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Il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia ha eliminato il candidato centrista Francois Bayrou e confermato al ruolo di favorito Nicolas Sarkozy dell’UMP. Prima delle elezioni, i politici del governo tedesco avevano cercato di mantenere una stretta neutralità nei confronti dei diversi candidati. Questo atteggiamento non è tipico. Nel 2002, ad esempio, il cancelliere Schroeder aveva mostrato la sua preferenza per il candidato socialista, Lionel Jospin. C’è chi dice che, segretamente, la coalizione a Berlino sperava in un successo di Bayrou a causa del suo approccio decisamente europeista. Adesso che la possibilità di Bayrou come presidente è svanita, quale tra i due candidati sopravvissuti è più gradito al governo di Berlino?

Angela Merkel, probabilmente, non avrebbe rapporti semplici con nessuno dei due. Con Sarkozy la collaborazione dura da parecchio tempo. Già quando era ancora all’opposizione e cercava di creare contatti a livello internazionale, Sarkozy fu uno dei suoi principali interlocutori. Durante la campagna elettorale del 2005, la Merkel fece visita a Parigi e nei suoi incontri s’intrattenne molto di più con Sarkozy che con Chirac o de Villepin. Soprattutto, la Merkel e Sarkozy condividono la scelta dell’economia di mercato, per quanto durante la campagna elettorale Sarkozy ha molto attenuato la sua vena liberista.

Inoltre, Sarkozy è intenzionato a migliorare le relazioni con gli Stati Uniti dopo il congelamento dei rapporti franco-americani degli ultimi anni del mandato di Chirac. Un tale miglioramento piacerebbe alla Merkel perchèm gioverebbe al suo tentativo di ristabilire una cooperazione più stretta tra l’Unione Europea e gli USA. Sul piano europeo, però, i due esponenti del centro-destra non hanno sempre le stesse idee. Sarkozy ha proposto la creazione di un G-6 informale che comprenda Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna e Polonia, allo scopi di facilitare l’elaborazione di politiche comuni, aggirando il resto dei paesi membri. Angela Merkel, d’altro canto, teme di perdere il consenso degli stati più piccoli.

Forse la questione più spinosa su cui il governo tedesco potrebbe incontrare il dissenso di Sarkozy riguarda la costituzione europea. Sarkozy vorrebbe ridimensionare il documento di costituzione bocciato dall’elettorato francese nel 2005, effettuando poi alcuni cambiamenti istituzionali, ma non trova il sostegno del governo tedesco che attualmente ricopre la presidenza dell’UE. La mini-costituzione di Sarkozy includerebbe solamente i due capitoli iniziali, mentre la cancelliera tedesca vuole trovare un accordo su un documento che abbia un contenuto più concreto e meno formale entro giugno quando finirà la presidenza tedesca dell’UE.

Ciononostante, l’intesa tra Angela Merkel e Segolene Royal sembra ancora più difficile. Il 6 marzo, nell’incontro di Berlino, le due leader hanno cercato di evidenziare i punti in comune. Dissimulando abilmente le divergenze, hanno posto l’accento sulla grande importanza che il motore franco-tedesco riveste ancora in Europa. Inoltre, hanno enfatizzato la necessità di accelerare la realizzazione di numerosi progetti ambientali, anzitutto sull’efficienza energetica. Ma le due donne non hanno le stesse idee sull’economia. Anche se la Royal viene considerata un’esponente dell’ala riformista del suo partito, è sempre del parere che per molti problemi economici l’intervento dello stato sia la soluzione più adeguata. Come se non bastasse, al governo tedesco non piace la sua idea di indire un altro referendum sulla costituzione europea, vista l’alta probabilità che venga bocciata di nuovo e una volta per tutte. Anche le sue riserve sul rafforzamento dei rapporti transatlantici non corrispondono ai piani della Merkel. L’unico punto al favore della Royal è che in passato i leader francesi e tedeschi provenienti da partiti politici opposti si sono spesso intesi molto bene. Negli anni settanta, il rapporto tra Valery Giscard d’Estaing e Helmut Schmidt fu eccellente e quello di Francois Miterrand e Helmut Kohl ebbe grande importanza nel processo di unificazione tedesca.

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