Quando i diritti li garantiscono gli altri, per il Pd sono “opportunisti”

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Quando i diritti li garantiscono gli altri, per il Pd sono “opportunisti”

Quando i diritti li garantiscono gli altri, per il Pd sono “opportunisti”

10 Agosto 2020

Guardate bene la foto che apre il pezzo. Di per sé nulla di strano: un banchetto politico di raccolta firme in un supermercato come se ne vedono tanti in giro. E invece se ricostruiamo il contesto, questa foto racconta altro. Siamo a Pesaro, nelle Marche, una delle regioni che andrà al voto il 20 e 21 settembre. La lista Comunista correrà da sola alle elezioni con un proprio candidato Presidente. Per presentare la lista, però, hanno bisogno di raccogliere firme e farle autenticare. Ed è qui che la foto assume un contorno diverso: il signore seduto e intento ad armeggiare sul tavolo della raccolta firme è un consigliere comunale di Pesaro, per la precisione il capogruppo della Lega Giovanni Dallasta. Potete anche rileggere la frase precedente, non abbiamo sbagliato: l’autenticatore delle firme per la lista comunista è un consigliere della Lega. E non perché lo stesso si sia “redento”. Tutt’altro! Ha messo a disposizione la sua prerogativa istituzionale per garantire la partecipazione della lista in questione alle prossime regionali. Un gesto che vale una notizia, di quelle belle e semplici che solo la provincia sa regalare (nei palazzi romani accade di rado…). Potremmo chiudere qui il pezzo. E invece no. Il gesto non è andato giù al sindaco di Pesaro, il piddino Matteo Ricci, che, in un post su Facebook, lo ha definito “penoso” e “opportunista”. “Dove arriva l’opportunismo e la disperazione politica. Capogruppo “Lega Salvini” a Pesaro (candidato con quello della cena per la marcia su Roma) che autentica le firme dei comunisti pur di penalizzare Maurizio Mangialardi e il Centrosinistra. Che pena”. Questo il post completo del buon Matteo.

Cosa ci sia di “penoso” nel compiere il proprio ruolo istituzionale, per giunta in aiuto di un avversario elettorale e ideologico, non è dato sapersi. Il capogruppo della Lega poteva tranquillamente declinare l’invito. E invece ha preferito garantire la democrazia, piuttosto che trincerarsi dietro la diversità di pensiero con la lista che lo ha invitato. Pensiero che dovrebbe essere un tantino più affine a quello del sindaco Ricci (per il quale tutto si può dire tranne che sia un leghista o un democristiano) e con i consiglieri piddini che siedono in maggioranza in consiglio comunale. Tuttavia, più che etichettare come “penoso” la disponibilità del consigliere leghista, verrebbe da chiedersi come mai nessun consigliere piddino si sia reso disponibile ad autenticare le firme dei Comunisti. Certo, i Comunisti andando da soli toglierebbero voti al centrosinistra e autenticarne le firme significa facilitarne la partecipazione. Ma di certo sottraggono voti anche all’altra coalizione, meno affine ideologicamente, ma comunque sempre avversaria.

Tuttavia, si sa: quando si tratta di garantire i diritti democratici, a parole i piddini sono tutti in prima fila a stracciarsi le vesti. Ma poi nei fatti, forse l’opportunismo serpeggia anche da quelle parti. Eh si, perché se “opportunista” è stato il consigliere leghista, come lo definisce Ricci, forse lo è stato anche chi ha sottolineato negativamente il gesto. Anzi, è qui che lo scivolone si fa palese. E a dirlo non siamo noi ma i commenti al post di Ricci, per la maggior parte critici nei confronti del sindaco pesarese. “Lei dovrebbe sapere più di tutti che la legge dice questo…punto! Ci poteva autorizzare un suo consigliere, dato che siete di “sinistra”…no?…ma noi siamo COMUNISTI…tutt’altra cosa! …il resto sono solo polemiche degne di questo tipo di classe politica.
P. S. Pubblicare la foto di compagni e del soggetto in questione è regolare? O è disperazione e opportunismo socialdemocratico?”. Giusto per citarne uno.
Insomma, solite cose”de sinistra”: quando sono loro a compiere gesti simili, si ergono a baluardi della democrazia, quando invece se ne occupano gli altri, sono opportunisti, brutti, sporchi e cattivi, con buona pace dei diritti democratici.
E se a tutto questo aggiungiamo che, stando ai sondaggi, il centrosinistra sembra staccato di più di qualche punto dal centrodestra per la conquista della Regione Marche, allora tutto diventa più chiaro…