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Quando Renzi twittava “Vola Alitalia, viva l’Italia”…

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Nel 2014 l’ex premier Matteo Renzi twitta “Vola Alitalia, viva l’Italia”, salutando l’accordo con Etihad, la compagnia di bandiera emiratina accorsa al capezzale di Alitalia sull’orlo di uno dei suoi tanti scampati fallimenti. Renzi si rivende l’accordo come un salvataggio dai costi coperti unicamente dai privati che servirà a rendere più competitiva Alitalia, grazie alla presenza di un vettore con dimensioni globali come Etihad. 

Il controllo dell’azienda viene preso da Etihad (49%) con le banche (Unicredit e Intesa). Le nuove uniformi delle hostess ammiccano all’epoca d’oro della nostra ormai ex compagna di bandiera, una retorica da boom anni Sessanta alimentata ad arte dall’allora premier, dalla sua corte e dai giornaloni complici, come se fossimo davvero entrati nell’era dei viaggi interstellari. Ma le perdite continuano. 

Nel 2014, Alitalia perde circa 600 mln di euro. Nel 2015, dopo l’accordo, le perdite si riducono, scendendo a circa 200 milioni, ma le cose non vanno come previsto, e per mettere le mani avanti sui risultati del 2016, dai piani alti dell’azienda si inizia a parlare di crisi internazionale del comparto, ricordando gli attentati in Francia, Belgio e Turchia, la paura che c’è in giro di salire su un aereo. 

Gli effetti del terrorismo e di una situazione incandescente, però, ha scritto ieri il Financial Times, in questi anni si sono fatti sentire per tutte le compagnie, grandi e piccole, ma nel caso di Alitalia hanno reso evidenti “tutte le debolezze della strategia e del modello di business” adottato per il salvataggio del 2014.

Sulle lunghe rotte, per esempio verso il Nord America, Alitalia paga la forte concorrenza di altri vettori, come pure sulle rotte a corto e medio raggio, l’Europa per intenderci, l’effetto della concorrenza delle compagnie low cost continua ad essere agguerrito e devastante. Vale la pena chiedersi cosa hanno fatto i governi Renzi e Gentiloni per verificare come stava procedendo il piano industriale annunciato come la svolta del secolo ma che adesso necessita di altri tagli ai salari e ai posti di lavoro, visto che non regge la concorrenza. 

La proposta è dunque una nuova riduzione dei costi di un miliardo in tre anni e l’asticella del ritorno agli utili spostata in avanti nel 2019. Ma i dipendenti di Alitalia votano No nel referendum sul pre-accordo con l'azienda. I lavoratori giocano ormai a carte scoperte: diteci qual è un modo per tornare a fare utili, visto che fino adesso il piano non ha funzionato come doveva. Il governo mette le mani avanti, Alitalia non verrà nazionalizzata, insomma nessun salvataggio di stato, anzi il rischio della liquidazione.

Si parla di un prestito ponte gentilmente fornito dalla Ue che al momento, però, nicchia, visto che ha appena approvato la “manovrina” in debito. In una intervista alla Stampa di oggi, il ministro Delrio annuncia 300 milioni di euro di garanzie pubbliche. La domanda in ogni caso resta la stessa: dal 2014 a oggi qualcuno al governo del Paese si è chiesto come l'Italia stava tornando a volare? Quello che sappiamo al momento è che, dopo “l’arabizzazione”, è arrivato l'immancabile commissariamento. Gira voce che il boccone, o per meglio dire lo spezzatino Alitalia, potrebbe prenderselo Lufthansa, ma per adesso sono solo voci da hangar. Un altro giro di ruota, un altro fallimento?

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1 COMMENT

  1. “Vola Alitalia!” cinguettava
    “Vola Alitalia!” cinguettava il ridicolo fiorentino. Fatalmente la popolazione non può più contare su governanti con un cervello entro la scatola cranica..
    Le imprese italiane oggi non possono prosperare. E parchè?
    Perchè una manina misteriosa, nascosta dietro le quinte vuole così, Santo Iddio. L’ Italia non deve prosperare economicamente. Invece deve piombare nella miseria nera, questo è il fatto e questa è la volontà dei prìncipi del mondo.
    Le imprese italiane devono passare nelle mani di ricchi privati, degli amici degli amici. Ma insomma, dov’è finito il genio italiano? il primato italiano dov’è?
    Tutto dev’essere destabilizzato cari miei poichè la miseria crea gli schiavi, ecco perchè. Ma come è possibile destabilizzare una nazione?
    Niente di più facile, basta avere i soldi in tasca e fai quello che vuoi.
    Ma il segreto dei segreti, per destabilizzare una nazione si deve
    destabilizzarne la spiritualità. Questo ormai deve suonare come una barzelletta, ma vi assicuro che non è così.
    I padroni del mondo, ovvero i destabilizzatori della nazione Italia e dell’Europa, dispongono di una propria spiritualità, eccome! Sono seguaci e cultori degli spiriti delle tenebre! Può sembrare il discorso di un “esaltato bigotto”; ma vi assicuro che non è così.
    I padroni del mondo hanno denaro a non finire, ma ahimè sono tutti satanisti, negromanti, cultori di pratiche esoteriche, di orribili sacrifici umani, ed esecutori dei protocolli del Male e dei suoi misteri.
    Per questa ragione essi non gradiscono che le popolazioni si dirigano allo Spirito Santo in cerca di aiuto. Al contrario l’umanità deve cadere nei vizi e dimenticare ogni spiritualità.
    Pochi si chiedono come ha fatto il comunista Vladimir Putin a tener testa alle Hillary Clinton agli Obama ed oggi al povero Trump, il quale per quanto ben intenzionato deve sottostare alla volontà del suo entourage?
    E per quale ragione il Santo Padre Pio di Pietralcina mandò in segreto un oscuro prete, il teologo Don Luigi Villa, a fare indagini in Francia affinchè identificasse alcuni alti prelati di fede massonica che stavano minando dall’interno i vertici della Chiesa romana?
    Questa è la Verità.
    Ma che cos’è la Verità chiese Ponzio Pilato.
    La Verità, per dirla con Avicenna e con San Tommaso D’Aquino, è “Adequatio rei et intellectus” cioè l’uguaglianza delle cose con la relativa rappresentazione intellettuale.

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