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Quando una gaffe può costarti la Casa Bianca

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John F. Kennedy si presentò abbronzato, sorridente, ammiccante. Richard Nixon pallido e sudaticcio, stava ancora scontando i postumi di un’influenza. E così nel primo duello in tv davvero decisivo per le sorti di un’elezione presidenziale non ci fu storia. Trent’anni dopo, fu Bush padre a fare una magra figura. Durante un dibattito con Bill Clinton e Ross Perot guardò più volte l’orologio, come a far intendere che quel confronto fosse per lui solo una perdita di tempo. Gli elettori non gradirono. Una gaffe può costarti la Casa Bianca. Lo sanno bene i candidati alla successione di George W. Bush, che rispetto ai protagonisti del passato devono ora vedersela con un avversario che non fa sconti: Internet. O, per essere più precisi, YouTube.

Sono meno di tre mesi che i Big si stanno sfidando e alcuni video scomodi sulla Rete li hanno già costretti a prendere contromisure. Non sempre brillanti. In un tour elettorale in Iowa, lo scorso gennaio, Hillary Clinton è stata registrata mentre intonava l’inno americano. Forse potrà tornare a Pennsylvania Avenue, è stato il commento unanime, ma certo non potrà mai cantare. La senatrice ha offerto una prova terribile. Non solo stonata, Hillary ha sbagliato anche qualche parola di The Star Spangled Banner, che gli americani imparano a memoria prima dei propri dati anagrafici. YouTube ha messo on line il video con la performance. In 24 ore è stato visionato 660 mila volte! Nella rete di YouTube è caduto anche il candidato democratico John Edwards. In un filmato accompagnato dal motivetto I feel pretty, per ben due minuti il bel John si aggiusta i capelli e si incipria il naso prima di un’intervista. Impazzano anche i video che ritraggono Rudy Giuliani travestito da donna o che balla il tango con degli omosessuali. E ancora, la registrazione di una conferenza in cui l’allora sindaco di New York si pronunciò a favore del finanziamento pubblico per l’aborto. Improbabile che la destra religiosa del partito repubblicano abbia gradito la visione di questi filmati. Lo stesso vale per l’altro candidato del GOP, Mitt Romney, che punta a conquistare il voto dei social conservative. YouTube ha diffuso un video del 1994 nel quale Romney si proclama amico dei gay più dell’ultraliberal Ted Kennedy. Il terzo Big repubblicano, John McCain, è stato invece punto sulla questione dell’età. McCain, che ha 70 anni, è stato mostrato mentre sonnecchiava durante il discorso di Bush sullo Stato dell’Unione. Il senatore dell’Arizona non l’ha presa bene. “Stava leggendo il testo, non stava dormendo”, è stata la risposta del suo staff.

Non solo YouTube, però. I candidati alla Casa Bianca, sotto i riflettori 24 ore al giorno, hanno già collezionato una serie incredibile di gaffe e scivoloni. Mitt Romney ha citato una frase di Fidel Castro in un discorso a Miami, patria degli esuli cubani. Hillary Clinton si è dimenticata, negli ultimi 5 anni, di inserire nella dichiarazione annuale al Congresso la sua Fondazione per la Famiglia, che ha garantito alla ex first Lady cospicue donazioni e altrettante agevolazioni fiscali. John McCain, già prigioniero di guerra in Vietnam, ha definito i soldati morti in Iraq

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