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Paolo e Diego

Quanto ci piacerebbe un “Vieni via con me” di destra!

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Perchè il Pdl , prima di un contraddittorio nella trasmissione: “vieni via con me”, non sente la necessità di “creare” qualcosa di genere? Non c'è un Fazio, un Benigni, un eroe pubblico da prendere sotto braccio, con cui fare un “bel” programma? Qualcosa che desti l'opinione pubblica “culturale” prima di quella politica. Qualcosa che possa dare da pensare a sociologi e altri “umanisti”, che quando volgono lo sguardo a destra, l'unico soggetto che trovano è il “berlusconismo”? Qualcosa che possa far discutere su qualcosa che non sia politica e basta?

Ammetto che è difficile immaginarsi qualcosa del genere in tv... Insomma, ho sempre pensato che determinate idee siano più “spendibili in piazza” di altre, assimilabili più facilmente, più adatte agli slogan. Se è facile parlare di uguaglianza, difenderla, mostrare i danni laddove quest'ultima viene accantonata, lo è un po' meno impostare un discorso sulla libertà, nelle sue forme. Analogamente, è più facile raccogliere consensi inveendo contro i favoritismi , i privilegi di determinati gruppi e un po' meno difendendo le “sane” differenze, la meritocrazia e via discorrendo. Ma non credo sia questo il problema.

La realta è che si avrebbe ben poco da dire. Ci si limiterebbe alle banalità che ho sentito spesso, durante gli stralci di trasmissione a cui ho assistito: semplici definizioni, riflessioni vuote e superficiali, di e su concetti, problemi. Ne è un emblema l'elenco dei valori, stilato da Bersani e Fini. Elenco, niente di più. A chi può interessare una cosa del genere? A qualche nostalgico? A me, e come penso a molti giovani, no. Se i valori perdono fascino, non ci sono grandi fucine di idee che ne rinvigoriscono lo charme. Le uniche novità degli ultimi anni che hanno destato l'attenzione di noi giovani sono stati i movimenti di Grillo e altri “anti” (anti-casta, no-global etc...). Sono entrati nei nostri discorsi, ci hanno “obbligato” a rifletter e a prendere una decisione... C'è disinteresse e menefreghismo? Dateci qualcosa di bello su cui discutere...a destra, quanto a sinistra.

L'unica differenza, fra le due, è che un certo giornalismo, una certa tv, è riuscita a valorizzare alcuni “talenti”, coccolandoseli. E accaparrandosene indirettamente i meriti, con questi riescono bene o male ad ottenere attenzione mediatica. Due su tutti: Travaglio e Saviano. E non ho scelto due nomi a caso: due emblemi di una certa sinistra, che non vengono affatto da quella cultura politica. Perchè sono stati ignorati, maltrattati..?? Eh, c'è da riflettere....

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1 COMMENT

  1. Infatti nè Saviano nè
    Infatti nè Saviano nè Travaglio sono di sinistra, se mai sono un fenomeno culturale, due icone di un certo gistizialismo che, nel paese in cui viviamo, (fondato sui pruriti sessuali del premier, su voti comprati e di scambio, su mafie e ignoranza), sarebbe anche utile, se non fosse che nel nostro paese, nemmeno della magistratura ci si possa fidare!

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