Cambiare si deve

Quei custodi che non vogliono far vivere la Costituzione

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Le Costituzioni non possono avere custodi, non possono avere sacerdoti che le difendono. Chi, come La Repubblica o Il Fatto o intellettuali come Stefano Rodotà, vuole farsi protettore della Costituzione italiana, non entra neanche con un centimetro del proprio intelletto nella reale comprensione di questo testo. Le Costituzioni chiamano da sempre al conflitto delle loro interpretazioni. Non sono una bussola da seguire, come se la lettura fosse univoca e condivisa. Sono lo spazio della contesa. Sono lo spazio dove i nostri interessi, visioni, ideali confliggono, si fanno guerra.

Chi le prende come dichiarazioni inequivocabili, non capisce che da sempre le parole fondative che legano una comunità, un popolo, sono parole doppie. Discorsi doppi. Dissos logos. Ovvero discorsi che non permettono che una persona si alzi e dica “io so cosa significano e questo deve valere per tutti”. Ciascuno di noi legge o ascolta queste parole, crede fermamente di capire cosa significano, e di fatto si mette in conflitto, in dialogo, in rapporto, con chi crede che significhino un’altra cosa. Di conseguenza, le Costituzioni sono testi transitori per eccellenza, perché sempre sospinti al cambiamento o alla stasi dalle diverse forze in lotta.

Diceva Niccolò Macchiavelli che il modo più sicuro per perdere le città è quello di lasciarne inalterate le leggi. La revisione della Costituzione è un atto fondamentale di critica di una comunità, di un popolo. Lasciare immutati contro tempo e contro necessità gli articoli della Costituzione è molto più deprimente che mutarli, integrarli e perfezionarli organicamente e progressivamente. Afferma giustamente Massimo Cacciari: "La Costituzione è la legge fondamentale di uno Stato e quindi sì, dobbiamo tenercela stretta se non vogliamo cadere in anarchie. Nello stesso tempo, però, una cosa a cui si è veramente e intelligentemente fedeli è un qualcosa che via via nel tempo si trasforma, si rinnova, altrimenti è un cadavere. E guai a tenersi stretti i cadaveri. La nostra Costituzione sarà tanto più vivente quanto più sapremo farla vivere con noi. Questo è il rapporto fondamentale che bisogna avere con la Carta. Altrimenti diventa un cadavere". Volere immutate le leggi basilari è un atto contro natura, come uno che non vuole far sciogliere la neve ai raggi del sole.
 

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