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Detrazioni paritarie anche per licei

Quei decisivi passi in avanti verso una scuola libera

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«Sia i punti che riguardano l’autonomia scolastica, sia il fatto per ora materialmente minore ma simbolicamente enorme del riconoscimento economico delle scuole paritarie – e quindi del sistema unico dell’istruzione nazionale –, sono passi in avanti decisivi verso l’orizzonte della scuola libera,» dice all’Occidentale l’onorevole Ferdinando Adornato parlando di riforma della scuola.

Insieme alla collega Rosanna Scopelliti, Adornato e i parlamentari di AP hanno dato tra l’altro un input decisivo per allargare le detrazioni alle famiglie con figli iscritti agli istituti paritari. Non solo alle scuole dell’infanzia e alle primarie, come prevedeva originariamente il disegno di legge sulla scuola, ma anche ai licei. E questo è senza dubbio un risultato molto importante.

Certo, le risorse economiche sono ancora poche, sono poche per tutti, non solo per il mondo della scuola, e in ogni caso se ne potranno aggiungere altre, ma l’importante è che passi un principio fondamentale e cioè quello della libertà educativa.

E’ un messaggio chiaro rivolto a chi in Parlamento e nelle manifestazioni di piazza confonde ancora artatamente paritarie e scuole private. Basta infingimenti: la paritaria è una scuola pubblica, e tra l’altro costa anche molto meno della scuola statale.

Se si vuole discutere seriamente è da qui che bisogna partire. Dobbiamo trovare più fondi, ma soprattutto occorre valutare qual è il sistema meno costoso per le comunità. Del resto chiediamoci quali sono i risultati a fronte dei tanti soldi che lo Stato spende per le statali? I nostri studenti sono davvero così preparati?

Per cui valutiamo quanto costa la scuola alla comunità e quanto rende in termini di studio, di merito, di apprendimento, di efficienza e così via.

Last but not least, il rischio dei “diplomifici”. Il pericolo c’è ed è per questo che nel disegno di legge è stata inserita una norma sul monitoraggio degli istituti, per evitare che chi prende i finanziamenti non li sprechi poi inutilmente solo per trarne un profitto.

«Se ci sono diplomifici dove le famiglie pagano le rette per mandare i propri figli a perdere tempo,» conclude Adornato, «bisogna controllarli» e non assolverli, «perché se no decade tutto il ragionamento sulla autonomia che abbiamo appena fatto».   

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