Quei privilegi tipo “auto blu” che l’uomo della strada non sopporta più

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Quei privilegi tipo “auto blu” che l’uomo della strada non sopporta più

20 Maggio 2010

La situazione economica del Paese è delicata, per fortuna non grave, ma delicata in buona parte grazie ai regali avvelenati che ci hanno fatto gli altri: americani in primis,  ma anche la speculazione incosciente delle banche, straniere e non. Per fortuna che c’è Tremonti che ha saputo tenere ferma la barra nonostante fosse strattonato da tutte  le parti e non sempre in maniera anodina ma per interessi ben precisi. Per questo il Paese si attende oggi risposte concrete e, soprattutto, nessuna prevaricazione, o peggio, che a pagare siano sempre i soliti, cioè quelli che pur volendolo non possono evadere le tasse. Va detto che le voci che si sono rincorse in questi giorni non erano delle più rassicuranti per cui bene ancora ha fatto il Ministro dell’Economia a chiarire i termini della questione.

E veniamo alla proposta del Ministro Calderoli di ridurre del 5% le indennità di tutti i parlamentari. Posizione condivisibile ma che lascia perplessi perché sempre in Italia siamo: infatti a cosa si riferisce esattamente la sua proposta? Anche se vaga nella forma il Ministro intende considerare “l’integrità” di tutti gli emolumenti complessivi che un parlamentare percepisce o solo l’indennità pura? Già a questo livello le cifre cambierebbero drasticamente riducendosi quasi della metà; e va detto che la gente non è che prenderebbe la cosa bene, non fosse altro perché gli stipendi in gioco e tutti i fringe benefits connessi rappresentano un totale che è dell’ordine di sei, sette volte quello che è lo stipendio dell’impiegato medio che guadagna intorno ai 1500 euro al mese.

Politicamente quindi la proposta può avere certamente un valore di messaggio e di testimonianza ma a questo si limita e non va più oltre anche perché poi la realtà si è dimostrata nei fatti ben diversa sia nel passato che ancora in questi giorni e raramente proposte di moralizzazione si sono concretizzate in atti efficaci. La Casta, è brutto chiamarla così, ma è così che appare al cittadini medio, ed a ragione visto quello che leggiamo ed ascoltiamo giorno dopo giorno: non consideriamo nemmeno i casi di malaffare che stanno esplodendo uno dopo l’altro in questi giorni. I ladri ci sono sempre stati da che mondo è mondo e non è corretto fare di ogni erba un fascio: sarà la Magistratura a valutare i singoli casi sanzionando chi e cosa devono esserlo e  ripristinando la verità dove questa non fosse chiara. La tristezza dei comportamenti che più dà fastidio è piuttosto sui comportamenti minuti, quelli di ogni giorno che fanno emergere la miseria morale ed umana delle persone.

Di casi eclatanti ne emergono mille al giorno: a cominciare dalla pretesa allucinante di consentire il totale disprezzo al Codice della Strada agli autisti delle auto blu. La motivazione che debbono correre perché i loro padroni hanno sempre fretta è demenziale nel suo squallore: solo in questo Paese si vedono tante auto con lampeggianti, accesi o meno, che scorazzano per le strade cittadine formalmente per mostrare che “il lui” trasportato è persona importante e troppo occupata per poter attendere ai semafori come un comune cittadino. Qui i ruoli sociali sono completamente invertiti: gli eletti non sono al servizio del cittadini ma sono questi ultimi che sono sudditi e quindi devono farsi da parte quando passa il LUI di turno.

Chiunque abbia viaggiato un minimo in qualunque Paese civilizzato (è importante questa notazione) ha potuto verificare con i suoi occhi la differenza tra numero, uso di lampeggianti e sirene presenti in Italia, e a Roma in particolare, rispetto a qualunque altra capitale straniera. Panama ed il caso del dittatore Noriega sono il contro-caso perfetto e più simile al nostro paese: il paese è in piena regressione e si sta avviando sempre più all’esposizione pacchiana  e volgare degli status symbol del potente di turno come in una repubblica delle banane.

Il povero Ministro Brunetta sta tentando di arrivare a determinare quante auto blu siano in circolazione, ricordiamolo a spese delle tasche dei cittadini che pagano le tasse! non possiamo che augurargli di riuscirci anche se ogni tentativo attuato nel passato è miseramente fallito sopratutto perché si voleva che fallisse. Ma se tagli dovranno esserci, allora cominciamo a farli seriamente e prima ancora che ridurre le indennità dei parlamentari, si cominci a fare un’analisi seria dei costi “complessivi” che ognuna delle due Camere fa gravare sul bilancio dello Stato bloccando gli aumenti che si determinano ogni anno, e questo per i prossimi cinque per esempio. Questo si che sarebbe un messaggio ben più significativo “dell’aperitivo” come lo ha definito Tremonti in una recente intervista.

Peraltro, nel momento in cui c’è una reale necessità per tutti di rimboccarsi le maniche, il cittadino comune sarebbe molto più motivato se l’esempio, ma uno serio e consistente, venisse dall’alto, dalla Casta che viene sopportata sempre con maggiore difficoltà e crescente fastidio da chi ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Scene come quelle del “disagio” dei parlamentari dell’Inter Club della Camera per non aver ricevuto tutti i biglietti gratis che si aspettavano per la partita di Champions League ed i loro commenti,  superano qualunque decenza per lo sprezzo del ridicolo mostrato da un’accolita bipartizan che si stenta ad immaginare siano i rappresentanti del popolo.

Si colpiscano i ladri, si sanzionino senza pietà i corruttori, si stanino gli evasori e li si faccia pagare il dovuto ed il maltolto: ma soprattutto una preghiera. Arrestiamo ogni demagogia parolaia buona solo per garantire una menzione sulla stampa; si operi in silenzio ma bene: facciamo tutti per una volta sul serio. I cittadini se ne ricorderanno.