Quel “rosicone” di Sarkozy

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Quel “rosicone” di Sarkozy

27 Aprile 2011

Francia-Italia. Gli eterni nemici. Almeno così tendono a rappresentare i rapporti italo francesi i cugini d’oltralpe. La grande contrapposizione, a loro dire, deriverebbe solo ed esclusivamente da questo: l’Italia soffre di una sorta di soggezione psicologica nei confronti della Francia, perché si ritiene poco considerata all’ombra della Tour Eiffel. L’ultima dimostrazione si può leggere sull’on line de le Figaro di ieri, giornale generalmente non incline al gossip giornalistico, che tra i punti all’ordine del giorno dell’agenda del vertice tra Berlusconi e Sarkozy a Roma al primo posto pone un capitoletto dal titolo: “Un problema di rango”.

Traduciamo: “Tra i principali temi sui quali Parigi e Roma si dividono, la prima questione, una delle più spinose in un paese in cui le suscettibilità nazionali sono spiccate, è di ordine psicologico. E riguarda il ruolo di subalternità al quale l’Italia si sente relegata all’interno della concertazione europea. Nicolas Sarkozy è trattato nella stampa subalpina come un despota. Il settimanale Panorama lo ha descritto recentemente in copertina, con un soprannome poco carino, ‘il Sarkofago’, altrimenti detto: ‘colui che mangia tutto’. ‘La Francia ci snobba’ proclama con invidia la stampa italiana. Una impressione che neppure le manifestazioni di amicizia di François Fillon, in un articolo apparso di recente sul Corriere della Sera, sono state sufficienti a dissipare”.

Eppure c’è chi racconta che al vertice italo francese di ieri, aldilà dei convenevoli ufficiali, un Sarkozy fuori di sé abbia affrontato il premier urlando e sbraitando per il modo in cui i giornali italiani, in particolare quelli di proprietà del Cavaliere, trattano il premier francese. Si racconta che al riparo da indiscrete orecchie giornalistiche, monsieur Brunì, come oramai qualche giornale italiano è solito chiamare Sarkò, abbia affrontato Berlusconi in un duro faccia a faccia proprio per la provocatoria copertina di Panorama.

Ma non eravamo noi italiani i cuguni “rosiconi”?