Quella talebana non è una cultura “diversa”. Solo frustrazione sessuale

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Quella talebana non è una cultura “diversa”. Solo frustrazione sessuale

08 Aprile 2009

C’è chi ritiene che i Paesi occidentali non avrebbero mai dovuto immischiarsi in quello che accade al confine tra Pakistan e Afghanistan. “Sono culture diverse dalla nostra – si dice – a cui non possiamo imporre i nostri valori o il nostro punto di vista”. Ma guardando il video che vi riproponiamo c’è poco da relativizzare sulla “diversità” tra culture e punti di vista.

Un Talebano percuote con una cinghia le natiche di una povera ragazza coperta dal Burqua. Per 34 volte consecutive. Due uomini tengono la donna costretta per terra, immobilizzata mani e piedi. Intorno un cerchio di spettatori, tutti uomini, assiste impassibile alla scena. I relativisti potrebbero spiegarci che si tratta di una punizione antropologicamente “legittima”: una pena degna di un regime medievale ma pur sempre spiegabile in termini di arretratezza storica, religiosa, eccetera eccetera.

Ma guardiamo bene le immagini del video. Il barbaro colpisce la ragazza che, dopo la quarta cinghiata, inizia a lamentarsi, poi a piangere e infine a supplicare il boia di smetterla. Concentriamoci sui dettagli. Il barbaro non infligge i suoi colpi sempre con  la stessa violenza ma bastona la vittima a fuoco lento, ora colpendola in modo più leggero ora con delle cinghiate più pesanti. Uno dei complici cerca ipocritamente di abbassare un lembo del burka sui pantacollant viola della ragazza.

Questa non è la manifestazione di una spietata legge tribale. Il barbaro è eccitato dalle percosse inflitte alla ragazza. Eccitato sessualmente. Dalle sue natiche, dal pantacollant che intravede. E’ un misogino scatenato che sta delineando la sua personale cartografia del potere sul corpo femminile. Questo potere è atroce, irrazionale e trascende ogni spiegazione storica. E’ la vittoria della malvagità, del più forte sul più debole, della frustrazione sessuale. Ian Buruma, Martin Amis, Ayaan Hirsi Ali hanno provato a spiegare quanto può giocare la repressione in modelli violenti come quello talebano dove il salto di qualità terrorista dalla mancanza di sesso all’omicidio rituale è molto breve.

Come mostrò Wilhelm Reich nel saggio sulla “Psicologia di massa del Fascismo”, un’armata di giovani sessualmente frustrati può diventare un ottimo burattino per gli estremisti della politica. “Oh Musulmani, sollevatevi – intonava il mullah Dadullah davanti ai suoi fedelissimi – c’è un paradiso pieno di vergini che vi attende”. Il paradiso dei vigliacchi in cielo e l’inferno delle donne in terra.