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Dopo le cannonate da Villa Gernetto

Quella tra il Cav. e Alfano assomiglia sempre più a una partita a scacchi

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Chi darà scacco matto? Tra il passo indietro e il balzo in avanti del Cav. c’è un partito al bivio. E c’è un segretario che, per ora tace in attesa del voto in Sicilia, ma dovrà decidere in fretta la linea. Perché quella declinata da Berlusconi è già un programma elettorale che, specie, sull’agenda economica e il sostegno al governo Monti rompe ciò che proprio Alfano in questo anno lungo e complicato per il Pdl ha pazientemente costruito. Al punto che dall’auspicio di un Monti potenziale leader dei moderati siamo passati a un Monti-avversario da far cadere prima del voto, previa apposita consultazione di partito. Chi darà scacco matto? Perché, a questo punto, quella tra il Cav. e Alfano appare sempre più una partita a scacchi.

Certo è che le cannonate sparate dal ‘fortino’ di Villa Gernetto hanno già prodotto due effetti dalle conseguenze strategiche: da un lato un’ipoteca sulle primarie per la scelta del candidato premier, nonostante Berlusconi abbia ribadito che lui non sarà della partita perché chiunque ne esca vincitore dovrà vedersela con lui; dall’altro l’atteggiamento dentro e con la ‘strana maggioranza’ di Monti. E su quest’ultimo punto, in agenda ci sono due passaggi fondamentali: in settimana il voto sul ddl anticorruzione e a seguire (fino a dicembre) l’iter parlamentare sulla legge di stabilità. Casini vuole una verifica subito e con altrettanta fretta straccia possibilità di riunire i moderati, Fini mitraglia, Bersani attacca. E Monti? Nessun commento né dal premier né dai ministri perché la posizione è quella di non entrare nelle beghe di partito ma al tempo stesso nell’entourage del Prof. si fa osservare che l’esecutivo è arrivato a Palazzo Chigi è stato col sostegno dei partiti e che se adesso uno di questi decide di staccare la spina se ne assumerà la responsabilità di fronte al paese.

Già la crisi, e la reazione dei mercati alle bordate del Cav. sull’Europa e la Merkel. Oggi si saprà dello spread ma sul fronte interno c’è da capire quale scenario si apre nel campo del centrodestra.

Berlusconi è apparso determinato a portare avanti una linea barricadiera, sia sulla giustizia specialmente dopo la sentenza di condanna piombata venerdì che sulla cura per portare l’Italia fuori dalla crisi. Ma sta proprio qui il ‘quid’: perché se sui temi della giustizia la sintonia col partito c’è (non è un caso che il Pdl insista per riportare in Aula la responsabilità civile dei magistrati), su quelli economici l’establishment non la pensa come il capo. A cominciare da Alfano. Il sostegno a Monti non è mai stato in discussione, almeno finora e seppure con critiche e pressing per modificare la nuova manovra governativa e lo stop all’aumento delle tasse, il Pdl ha sempre sostenuto lealmente l’esecutivo. Non solo: sull’Europa e le regole anti-crisi finora c’è stata una sostanziale condivisione.

Il Cav., invece, è su un altro spartito. Probabilmente più concentrato a parlare alla 'pancia' del suo popolo per riprendersi il consenso e i voti perduti fin qui. Insomma, quasi un 'Predellino 2' per dirla con la Lega che sta gongolando. Alfano ha lavorato più sulla prospettiva, sulla visione del progetto politico. Due posizioni sovrapponibili eppure, dopo il discorso di Villa Gernetto, appaiono inconciliabili.

Mediazione o rottura? Nei ranghi pidiellini si fa notare che se si dovesse andare – come pare accadrà in settimana – all’ufficio di presidenza, Berlusconi potrebbe non avere la maggioranza. Resa dei conti ai voti? Presto per dirlo. Falchi e colombe sono tornati a incrociare le armi: la Santanchè che chiede le dimissioni di Alfano, le amazzoni disarcionate dal numero uno di via dell’Umiltà (con la svolta di Norcia) sono di nuovo in sella; i cosiddetti moderati lavorano al rammendo dello strappo, mettendo però in chiaro fin d’ora che far cadere Monti significherebbe trascinare il paese in una spirale pericolosa.

A questo punto un chiarimento è necessario quanto rapido, perché un partito già in crisi (sondaggi docet) non può permettersi di avere due linee contrapposte al proprio interno, tantomeno l’eterna lotta tra il leader che si è messo di lato e il leader in pectore che fatica a entrare. I rumors dicono che il Cav. attenda una risposta dei maggiorenti Pdl per poi decidere il da farsi non escludendo la vecchia idea di una lista civica nazionale, ma ogni ipotesi lascia il tempo che trova se è vero come è vero che in 48 ore l’ultimo scenario è l’opposto del penultimo. E’ come se l’ex premier avesse voluto avvertire i suoi che il capo è ancora lui e quella fuga in avanti sui cinque punti del ‘suo’ programma suona un po’ come una sfida. Della serie: vediamo chi mi dice di no.

Ora il pallino è nelle mani di Alfano che, prudentemente, ha scelto il silenzio con le urne aperte in Sicilia (oggi se ne conoscerà l’esito) ma da oggi dovrà dire la sua. Sul tavolo ci sono due partiti in uno. La resa dei conti non serve a nessuno perché distruttiva, ma il Pdl, prima di tutto, dovrà decidere se e come ricostruire. Per non sparire.

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5 COMMENTS

  1. Il caso è psichiatrico
    Credo che ormai la vicenda Berlusconi (e suoi fan) possa essere derubricata a caso psichiatrico.

  2. Berlusconi vs. Alfano
    La resa dei conti non serve a nessuno perché distruttiva, ma il Pdl, prima di tutto, dovrà decidere se e come ricostruire. Per non sparire.”
    Il PDL è già sparito, il tradimento di TUTTE le promesse fatte all’elettorato ha determinato la fine di un sogno.
    Detesto Monti ed il suo governo, a mio parere uno dei peggiori nella storia della repubblica, ma devo tenere presente che i suoi provvedimenti sono solamente il perfezionamento e l’attuazione di quelli, liberticidi e recessivi, varati da giulietto tremonti, parlamentare del PDL e ministro dei governi Berlusconi.

  3. Il PDL è già sparito?
    Il PDL è già sparito? Presto per dirlo e quei milioni di voti di cui ha goduto non sono certamente evaporati dalla sera alla mattina; semmai siamo tutti lì a vedere che piega prenderà la strada da seguire. Di certo Alfano è un onest’uomo ed anche brava persona e d’altronde la politica in questo momentoi da lui seguita presenta comunque aspetti che potrebbero senz’altro essere accreditati come concludenti e persuasivi, in uno scenario politico però non atrofizzato ed esplosivo insieme come è quello attuale. Per esempio il sostegno (sembrerebbe incondizionato) di Alfano al governo Monti nonché accordi di governo con quel demagogo ed irresponsabile di Casini, non credo (ma è un mio parere personale) gioverebbero al sistema Italia e soprattutto con un Monti sempre più filotedesco ed orientato, come da istruzioni impartitegli, a sacrificare questo paese, costi quel costi, ripianando serenamente debiti con le tasse. Questa strada intrapresa con arroganza e sicumera, porterà il paese al collasso e del resto il nostro debito non potrà essere ripianato se non mettendo i cittadini in condizioni di spesa e le imprese, libere da trappole mortali, di produrre, chè questo lo sapremmo ancora fare. Ecco perché sarei personalmente orientato a mettere la parola fine all’esperimento “tecnico” e dove il Monti è riuscito dove nessuno prima di lui era arrivato: scontentare tutti ma proprio tutti. D’altronde non so proprio se la pentola in ebollizione di questi giorni avrà il risvolto sperato o, più semplicemente, verrà spento il gas, per tornare alle diatribe inconcludenti e che ci hanno mestamente accompagnato in questo ultimo lasso di tempo. Per concludere, non so se Berlusconi abbia i mezzi per ripulire politicamente il PDL, che allo stato attuale è un vero e sicuro rifugio per tutti coloro i quali tirano semplicemente a campare (e non sono pochi), ed anche per dare seguito alle proprie intenzioni chiaramente espresse nella conferenza stampa dell’altro ieri. Vedremo.

  4. Responsabilità dei signori giudici
    Chiunque sia liberale oggi non può che essere seriamente preoccupato per i rischi che la democrazia corre a causa di magistrati liberticidi, nostalgici dello stalinismo.

  5. Götterdämmerung
    Lo spread, cara collega Bigozzi, è risalito a 355, dai 318-320 dei giorni scorsi. Quindi, il primo danno si è palesato. Ma, l’aspetto più grave è che, dalla lettura di alcuni forum e anche dall’articolo pimpante della collega Bigozzi, viene da pensare al Mussolini in fuga che eccitava e incitava i suoi ultimi seguaci con l’idea di una trincea in Valtellina. La caduta degli dei. Ora, chi ha visto le immagini della conferenza stampa di Villa Gernetto, non ha potuto fare a meno di notare, guardando questo signore di quasi 80 anni che annaspava, in qualche caso ansimava, un volto terreo, quasi giallo, come il declino fisico in qualche modo si riflettea in quello politico. Sono state immagini impietose… qui siamo in presenza di qualcosa che non ha più nulla di politico, siamo dentro una vicenda tra Shakespeare e la psichiatria.
    Sono dell’idea che il PDL ancora possa avere un ruolo importante nel paese, ma occorre che vengano fuori personaggi con gli attributi, non sudditi di un’immagine berslusconiana ormai relegata nell’ambito di un delirio senile, mi spiace non vorrei nemmeno dire queste cose. Ma, occorre dire le cose come stanno. Leggo, su questo stesso blog, che frequento perchè liberale, una presa di posizione di Giuliano Cazzola, che condivido e approvo.
    E’ tempo di guardare in faccia la realtà e l’anagrafe…diventiamo tutti vecchi e confidare in un ottuagenario, oggi, per risollevare un paese è fuori da ogni logica.

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