Rai-Agcom. Quagliariello: “Preservare lo stato di diritto”

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Rai-Agcom. Quagliariello: “Preservare lo stato di diritto”

17 Marzo 2010

 

"Ci auguriamo che la portata sostanziale delle affermazioni del Capo dello Stato e presidente del Csm Giorgio Napolitano indurrà anche i più duri di comprendonio a prendere atto della gravità di ciò che sta accadendo nel nostro Paese, tra Trani e Palazzo dei Marescialli. E siamo certi che nessuno vorrà sminuirne il significato istituzionale in virtù delle precisazioni formali in merito alle procedure adottate dal Consiglio superiore della magistratura nell’assegnazione della pratica sull’ispezione disposta presso la Procura di Trani". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato.

"Anche perché – prosegue -, se di forma dobbiamo parlare, non ricordiamo da parte di chi oggi si straccia le vesti contro il ministro Alfano altrettante preoccupazioni per il condizionamento delle indagini in occasione delle innumerevoli pratiche a tutela aperte dal Csm su procedimenti in corso, né accorate condanne per la sistematica violazione del segreto istruttorio e per l’abnormità degli abusi nell’utilizzo di strumenti di indagine altamente invasivi per la libertà e la riservatezza dei cittadini. A tal proposito, i fatti di questi giorni sono di una gravità inaudita per la tenuta stessa della democrazia".

"Non è bastato sapere – spiega – che le conversazioni del premier, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, del direttore del Tg1 e via dicendo, intercettate ‘a strascico’ sulla base di presunte contestazioni penali dalla dubbia genesi e dalla ancor più dubbia consistenza, potessero finire sui giornali. Oggi ci è toccato leggere le telefonate del premier che parla del divorzio da sua moglie, trascritte e per giunta inserite in una richiesta di utilizzo da rivolgere alla Camera dei Deputati. Dopo di questo c’è solo l’abolizione formale dello Stato di diritto".

"Ora forse è più chiaro – conclude Quagliariello – per quale ragione il procuratore di Trani, volendo rivolgersi in maniera colorita al pm titolare dell’inchiesta, abbia voluto farlo platealmente: prevedeva che se l’avesse fatto per telefono, prima o poi l’avrebbero saputo tutti i giornali, e ha voluto velocizzare l’iter".