Rai. Garimberti: “Amo la tv americana anche se non ho mai visto un reality”
24 Marzo 2009
di Redazione
"Sono stato un patito dei tre grandi canali americani e poi della Cnn, del suo ritmo, della sua qualità. Il mio mito è Walter Cronkite, sono impazzito per le corrispondenze su Tienammen di Bernard Shaw e per la night line di Ted Koppel". Sono state queste le prime dichiarazioni di Paolo Garimberti, nuovo presidente della Rai, dopo l’accordo raggiunto ieri sera tra tra maggioranza e opposizione. Garimberti parla a "La Repubblica", proprio la testata dove ha lavorato di più durante la sua carriera nella carta stampata.
"Guardo l’Nba, il football americano e degli anni della mia corrispondenza da Mosca mi è rimasta la passione per l’hokey su ghiaccio", ha spiegato il nuovo presidente Rai. Per l’intrattenimento "quello di Letterman è il talk show preferito. I reality? Mai seguito uno nella mia vita", ammette il giornalista.
L’ipotesi Garimberti per la presidenza di Viale Mazzini è stata avanzata dal segretario del Pd Dario Franceschini, da tempo impegnato in una lunga trattativa con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per il Pdl. Ieri è infine giunto l’accordo, dopo il via libera del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che avrebbe incassato anche il parere favorevole del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Lo stesso Fini è stato del resto tra i primi a commentare l’indicazione: "Io mi auguro che non sia un’ipotesi ma una notizia e sarebbe una bella notizia perché la persona indicata ha tutte le garanzie di professionalità", ha detto al Tg1. Un gradimento che arriva da tutto il Pdl attraverso la voce di Daniele Capezzone: "Siamo dinanzi ad un professionista di qualità e di alto profilo – dice Capezzone – Ripeto: sarà davvero una buona notizia se si arriverà presto alla conclusione di questa vicenda".
Ora per arrivare a far ripartire il vertice della Rai al completo mancano ancora pochi passaggi dopo i tanti rinvii. L’assemblea degli azionisti Rai è convocata per mercoledì alle 16, l’occasione per il Ministero dell’Economia di fare il nome del futuro presidente Rai e dell’ottavo consigliere che andrebbe ad aggiungersi ai sette già nominati dalla Commissione di Vigilanza e in attesa di insediarsi.
L’ottavo consigliere, che sarà Angelo Maria Petroni, andrà così ad unirsi a Giovanna Bianchi Clerici, Rodolfo De Laurentiis, Alessio Gorla, Nino Rizzo Nervo, Guglielmo Rositani, Giorgio Van Straten e Antonio Verro. I consiglieri, presieduti dal membro anziano che è Rositani, si riuniranno subito dopo l’assemblea per nominare formalmente il presidente, che poi dovrà incassare il via libera della Commissione di Vigilanza.
La bicamerale è già convocata sempre per mercoledì e pronta a votare il suo gradimento a Paolo Garimberti che per diventare a tutti gli effetti presidente di Viale Mazzini deve raccogliere i due terzi delle preferenze dei quaranta componenti. Dopo il voto della commissione presieduta da Sergio Zavoli, Garimberti potrà convocare la riunione del nuovo Cda della Rai che avrà come primo compito quello di nominare il nuovo direttore generale. Un ruolo che, secondo tutte le indiscrezioni, sarà affidato a Mauro Masi, attuale segretario generale della Presidenza del Consiglio anche se il voto sul suo nome sarà espresso dal Cda.
"La ricerca di un accordo tra maggioranza e opposizione ha riguardato esclusivamente il presidente della Rai, come prevede la legge Gasparri, che impone la maggioranza dei due terzi in commissione di Vigilanza per l’elezione a questa carica" spiega il Partito democratico sostenendo che "il nome del direttore generale non è mai stato discusso tra governo e Partito Democratico: la sua nomina infatti riguarda l’azionista (ministero del Tesoro) e Cda dell’azienda, quando esso si riunirà, e non prevede il coinvolgimento dell’opposizione, che non c’è stato".
