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Rcs vola a Piazza Affari, Cairo: “Offerta buona”

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Rcs vola in Borsa. E’ basta l’offerta pubblica di scambio annunciata venerdì sera da Cairo Communication. Il titolo della Rizzoli ha guadagnato il 28,79% a 0,586 euro mentre Cairo è salita del 2,07% a 4,87 euro. Sulla base delle chiusure di borsa di ieri l’offerta di 0,12 azioni Cairo per un’azione Rcs proposta dall’editore torinese valorizza il titolo del Corriere della Sera 0,5844 euro, al di sopra di 0,551 euro, valore attribuito dall’ops sulla base dei valori di Cairo e Rcs alla chiusura del 7 aprile scorso.  L’imprenditore ha presentato l’ops sul gruppo Rcs ponendo come condizioni il raggiungimento del 50% del capitale più una azione e la conferma dei finanziamenti bancari, almeno fino all’approvazione del bilancio del 2017.

Il presidente di Confindustria ha detto: «Si tratta, a prescindere da quello che succederà, di una operazione di straordinaria importanza per l’editoria del nostro Paese. Il fatto che sia una operazione interamente di mercato è rassicurante, per di più proposta da un editore puro, italiano, che ha dimostrato di saper fare molto bene il suo mestiere». La valutazione di Rcs, ha aggiunto Cairo, è «di rilievo: se si vede il controvalore, sono 285 milioni, che aggiunti ai 487 milioni di debito del gruppo fanno quasi 770 milioni. Se togliamo i 90 milioni di Rcs libri, già ceduta a Mondadori, si arriva a quasi 700 milioni. Tenete conto che il gruppo l’Espresso, con Repubblica e una rete di giornali locali, capitalizza in Borsa 370 milioni, e senza debiti. A conti fatti, stiamo valutando Rcs quasi il doppio».

A questo punto sarà ovviamente determinante la posizione del consiglio di amministrazione del gruppo che edita il Corriere della Sera. Dopo il deposito del prospetto Ops, il board di Rcs dovrà infatti riunirsi per esprimersi in merito all’operazione lanciata da Cairo (che di Rcs ha il 4,616%). E se il gruppo di 4-5 azionisti forti di Rcs sembra compatto nel riscontrare criticità nell’offerta, dall’altra il fronte dei fondi di investimento deve ancora farsi sentire. Fiat Chrysler, nel frattempo, metterà in opera la sua uscita liberando le sue azioni (16,7%) all’assemblea di Amsterdam del 15 aprile prossimo, prima della scadenza dei tempi per il deposito del prospetto dell’Ops da parte di Urbano Cairo (28 aprile).

Ieri Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca, che nei confronti di Rcs vanta un credito di circa 112,5 milioni di euro, ha dichiarato che la banca è pronta a dialogare con Urbano Cairo se la sua ops sul gruppo editoriale di via Solferino «può renderlo più forte». L’ amministratore delegato di Mondadori si è detto favorevole ad un eventuale scambio accettato dagli azionisti:  «Primo, perché sulle concentrazioni sono molto favorevole, tanto è vero che abbiamo iniziato per primi. Secondo, perché mi piacciono le operazioni trasparenti, belle pulite. Terzo, perché mi piace quando chi fa queste operazioni è un esperto del settore». 

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