Referendum costituzionale: 5 Stelle attacca Renzi, gelo di Cuperlo

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Referendum costituzionale: 5 Stelle attacca Renzi, gelo di Cuperlo

01 Agosto 2016

Referendum costituzionale sempre più scivoloso per Matteo Renzi e la ministra Boschi che devono vedersela con il movimento 5 stelle e la sinistra interna del Pd. “Non ignoro le ragioni del Sì”, spiega oggi Gianni Cuperlo, il leader della minoranza dem. “Sarebbe un problema se fallisse l’ennesimo tentativo di superare il bicameralismo perfetto. E sarebbe una ferita squassare il primo partito d’Italia. Ma vedo anche tutte le ragioni di merito che spingono a votare No. Non c’è stato alcuno spirito costituente e tanti aspetti della riforma non funzionano: il Senato ibrido, i nuovi procedimenti legislativi, la caricatura sul ‘governo che deve essere messo nelle condizioni di governare'”.

Per Cuperlo: “Bisogna dire ora come si eleggeranno i senatori. Impegnarsi per togliere l’immunità. Spiegare come si possono accorpare le Regioni. E soprattutto cambiare l’Italicum perché la combinazione con la riforma costituzionale non funziona. Assuma il premier un’iniziativa e non usi il Parlamento come alibi. Tocca al Pd riaprire il confronto anche con le opposizioni. E poi a me interessa una svolta, un tagliando: un cambio di politiche e classi dirigenti. Ma serve ora, non a novembre”. 

“Sul referendum Renzi ha una bella faccia tosta e mente sapendo di mentire”, attaccano i 5 Stelle. “Prima lo ha personalizzato per mesi, insieme con il ministro Boschi, legando la sua permanenza al Governo all’esito della consultazione popolare e ora, visti i sondaggi negativi e la batosta alle amministrative di giugno, dice che e’ l’opposizione ad aver voluto personalizzare il Referendum costituzionale”. A parlare i deputati del M5S in commissione Affari costituzionali alla Camera.

“La data del referendum costituzionale continua a slittare. Ora, infatti, si comincia a parlare addirittura di dicembre, magari proprio dopo l’approvazione in prima lettura della legge di stabilita’, dopo che il capo del governo aveva promesso che si sarebbe votato nei primi giorni di ottobre. Una cosa e’ chiara: gli italiani andranno a votare solo quando i sondaggi daranno il si’ in vantaggio. Comunque Renzi stia tranquillo: i cittadini non si lasceranno irretire dalle sue mirabolanti promesse e non sara’ neanche sufficiente nominare direttori dei tg Rai asserviti al Presidente del Consiglio”.

“Nessun guru straniero e nessun trucchetto dilatorio riuscira’ a salvarlo dal giudizio degli italiani – concludono – che sono molto piu’ intelligenti di quanto il governo stesso ritenga, sul merito di una pessima riforma che tradisce i valori fondamentali di democrazia e sovranita’ popolare voluti dai padri costituenti”.