Referendum, lo dice anche l’Economist: è meglio il No

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Referendum, lo dice anche l’Economist: è meglio il No

24 Novembre 2016

Un consiglio su come votare al referendum del 4 dicembre arriva direttamente dall’Economist. “Gli italiani dovrebbero votare No al referendum del 4 dicembre perché non è quella costituzionale la riforma di cui l’Italia ha bisogno”, così scrive la testata in un lungo editoriale. Secondo il prestigioso settimanale britannico il premier Matteo Renzi “ha sprecato quasi due anni ad armeggiare con la Costituzione. Prima l’Italia torna ad occuparsi delle riforme vere meglio è per tutta l’Europa”. E per l’Economist le riforme vere sono “quelle strutturali dalla giustizia all’istruzione”.

La riforma costituzionale proposta da Renzi, prosegue l’editoriale, “non si occupa del principale problema dell’Italia: la riluttanza a riformare”. Inoltre, “nel tentativo di porre fine all’instabilità che ha portato 65 governi in Italia dal 1945 introduce la figura dell’uomo forte”. Le dimissioni di Renzi in caso di vittoria del No, conclude l’Economist, “potrebbero non essere la catastrofe che tanti in Europa temono. L’Italia potrebbe mettere insieme un governo tecnico, come ha fatto tante volte in passato. Se, invece, la sconfitta ad un referendum dovesse innescare il crollo dell’euro, allora vorrebbe dire che la moneta unica era così fragile che la sua distruzione era solo una questione di tempo”.

Il giornale della City continua: “La riforma costituzionale proposta da Renzi non affronta il problema principale, cioè la poca volontà dell’Italia di fare le riforme”. L’Economist accusa poi Renzi di aver provocato la crisi legando “il futuro del suo governo al test sbagliato. Gli italiani non dovrebbero essere ricattati e Renzi avrebbe fatto meglio a spingere  per migliori riforme strutturali su tutto, dall’indolente sistema giudiziario alla scuola. Il premier ha già buttato via quasi due anni armeggiando sulle riforme costituzionali. Prima l’Italia si occuperà di vere riforme e meglio sarà per l’Europa”.