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#IoVotoNO

Referendum: Michele Santoro da rivoluzionario a pompiere del Sì

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E va bene il Sì alla “riforma modesta” del fondatore dell’Ulivo e poi presidente della Costituente Pd, Romano Prodi. E va bene quello senza entusiasmo del filosofo e già sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Ma che a dubitare del NO al referendum e a propendere sempre per il Sì, prima con un dibattuto post sui social media, poi nell’intervista a Ballarò, sia il giornalista ribelle per eccellenza, Michele Santoro, chi se lo aspettava? 

Fuori dalla Rai e pure da La7, si dice con un Cairo insoddisfatto dai costi e dagli ascolti di Servizio Pubblico (non che il ritorno su Rai2 sia andato molto meglio), anche il Michele nazionale si mette a fare propaganda per la riforma costituzionale, prendendosela con Travaglio e il Fatto Quotidiano, colpevoli, a suo dire, di non aver dato sufficiente spazio (sic) alle ragioni renziane. 

Questo è l’effetto del 'mi prendo tutto io' di Matteo sulla tv pubblica: l’effetto bastone e carota. E accidenti se funziona. Su Twitter è tutto un fiorire di post #Bastaunsì che inneggiano alla “saggezza” ritrovata del giornalista un tempo rivoluzionario, e oggi pompiere. Ma che Michele sia davvero d’accordo con il pasticcio costituzionale su cui andremo a votare il 4 dicembre, in realtà, non ci crede nessuno.

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4 COMMENTS

  1. intellettuali e buon senso
    Non lasciamoci affascinare dai SI di Santoro, Prodi, Cacciari….(lo stesso discorso per i mammasantissima del NO). Ognuno vale uno. Anzi, non è detto che quelli siano dotati di buon senso. Alle elezioni politiche del 1948 l’Italia fu salvata dalle beghine e dai contadini. Fosse dipeso dagli intellettuali di fama, saremmo finiti diritti diritti in bocca a Josif Stalin.

  2. il voto del 4 dicembre
    Renzi finora ha fatto promesse ,in tanti si sono calate
    le braghe, come tutti ha fatto -IL PATTO CON IL DIAVOLO -tu mi dai un lavoro,tu mi togli le tasse,tu mi rinnovi i contratti di lavoro-e tanto altro- io ti ripago con il voto, chiamalo anche voto di scambio- fregandocene perfino della dignità .C’è chi predica bene e razzola male ma,secondo come gira il vento.
    Oggi il mondo è cambiato, ecco questo succede in questo nostro povero paese.Mi auguro che non arrivi la DITTATURA, come una volta,perciò,voto NO.
    umberto

  3. Michele Santoro e il referendum
    Quand’anche avessi dubbi sulla scelta, la decisione del presunto rivoluzionario mi costringerebbe al NO, già deciso di primo acchitto anche vista della dichiarazione del Matteo nazionale di lasciare la poltrona in caso di bocciatura. La propaganda propostaci successivamente mi ha offeso, siamo stati trattati come bambini dell’asilo. Non vedo purtroppo una via d’uscita dalla situazione politica ormai consolidata in forma di dittatura.

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