Referendum, NO al 52-55%, governatore Rossi: “Comunicazione Renzi lascia perplessi”

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Referendum, NO al 52-55%, governatore Rossi: “Comunicazione Renzi lascia perplessi”

03 Ottobre 2016

Sondaggi sul referendum costituzionale sempre meno promettenti per il fronte del e per Matteo Renzi. Diversi istituti di rilevazione confermano il trend in discesa per il Sì e in salita per il No al referendum, stimato intorno al 52/55 per cento. “Gli esiti di buona parte dei sondaggi condotti sino a questo momento sembrano suggerire una prevalenza dei ‘no’, accreditati dal 52% al 55%, a seconda delle rilevazioni. E, peraltro, anche le ricerche che vedono, invece, una prevalenza dei ‘sì’, rilevano una progressiva diminuzione di questi ultimi”, dice al Giornale Renato Mannheimer. 

Intanto continuano i distinguo e le bacchettate dei colleghi del Pd a Matteo Renzi: “Al momento io sono intenzionato a votare sì al referendum, malgrado Renzi”, dice Enrico Rossi, governatore della Toscana. “Non solo gli errori che ha fatto e che Giorgio Napolitano ha richiamato nel modo di presentare il referendum come se fosse una partita da giocare sul piano personale, su se stesso, per la sua permanenza a palazzo Chigi, ma direi anche la campagna pubblicitaria, la campagna di comunicazione lascia davvero perplessi”.

“Questi toni contro la politica, per cui si riduce il numero dei politici, si dà un colpo ai costi delle Regioni”, aggiunge Rossi, “Io capisco che bisogna fare le riforme anche per ridurre i costi della politica, però non sono certo l’aspetto più importante proprio anche in termini quantitativi dell’operazione di riforma costituzionale. Io credo che noi così rischiamo di convincere sempre meno”. E a proposito dei sondaggi che ad oggi indicherebbero nel 52% i voti contrari al referendum, Rossi ha detto: “Purtroppo appare un dato realistico”.

“Mentre il governo è costretto a rimangiarsi nella Nota di aggiornamento al Def tutte le stime ottimistiche sulla ripresa economica e la gestione delle crisi bancarie diventa sempre più opaca e preoccupante, Renzi non fa neppure piu’ finta di fare il Presidente del Consiglio. Con grande coerenza rispetto al proposito di spersonalizzare il referendum, si è lanciato in una surreale quanto irresponsabile campagna personale, che terrà il Paese diviso e bloccato per altri due mesi”, dice da sinistra Alfredo D’Attorre dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana.