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Regionali, a sinistra volano gli stracci e nel caos salta la par condicio

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Per loro è una questione di coerenza. Non voteranno Iorio, ci mancherebbe. Ma di appoggiare Frattura, candidato del centrosinistra, proprio non se ne parla. Né daranno preferenze ai candidati delle “liste di finta sinistra, da Grillo-Cinque Stelle alla Federazione della sinistra a Sinistra ecologia e libertà”. Lo dicono i vertici del gruppo Comunisti-Sinistra popolare, al termine di una recente riunione del comitato politico regionale.

Il messaggio lanciato agli elettori della sinistra è chiaro: compagni, disertate le urne.  La costruzione di un nuovo partito comunista a loro avviso non può passare per un “elemento estraneo al centrosinistra e alla sinistra molisana”. Chiaro il riferimento a Frattura, fino a non molto tempo fa un habitué dell’ufficio politico di Iorio. Se per battere la destra si ricorre alla destra, noi ci tiriamo indietro, dicono tra le righe gli esponenti della Sinistra popolare. Che non risparmiano frecciate agli ex compagni di viaggio della Federazione della sinistra (Prc e Pdci), “rei”, a loro avviso, di non aver voluto dar vita a una lista “realmente alternativa alla destra medievale di Michele Iorio ma anche a questo che si vuole far passare come centrosinistra”, preferendo “un non ben specificato appoggio tecnico alla lista di centrosinistra”.  

La Sinistra popolare va dunque avanti da sola, convinta di “riconquistare la fiducia del popolo, ricomporre la soggettività politica dei lavoratori sempre più deboli, precari e ricattati anche a discapito di una propria rappresentanza istituzionale”. Ragion per cui, coerentemente, in questa tornata elettorale se ne staranno a casa. Con quell’ aspirante presidente (e con diversi candidati consiglieri “pescati” sempre nel centrodestra) la riscossa del centrosinistra a loro appare decisamente lontana.

Ma a sinistra non saranno i soli a cercarsi un diversivo per il 16 e il 17 d ottobre. Anche l’ex presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, dopo aver messo in dubbio la regolarità delle primarie (a cui aveva partecipato), aveva annunciato la sua intenzione di non candidarsi né di recarsi alle urne. E a sinistra questi non sono gli unici mal di pancia che si registrano. Anche se ufficialmente il Partito della Rifondazione comunista e il Partito dei comunisti italiani hanno dato un appoggio esterno alla coalizione guidata da Frattura, non tutti i militanti l’hanno presa bene. In molti stanno meditando, infatti, di disertare le urne. O, in alternativa, di votare il candidato presidente dei “grillini”, Antonio Federico.

Intanto qualche malumore si registra anche tra i candidati del Partito democratico. Nel mirino uno dei registi dell’”Operazione Frattura”: il segretario regionale Danilo Leva, in corsa nella circoscrizione di Isernia. Affidandosi a Facebook, uno dei candidati della lista, Franco Valente, parla di una sorta di violazione della par condicio da parte del segretario. Scrive Valente: “Devo girare casa per casa per far sapere della mia esistenza in vita in queste elezioni. Chi ha un minimo di esperienza di campagne elettorali sa quanto sia complicato raggiungere le frazioni, i casolari sparsi e le abitazioni nei condomini. Un lavoro massacrante e costoso che, peraltro, facciamo a nostre spese. Invece, sul Tg3 Molise ho visto ancora una volta una mini-intervista a Danilo Leva, che è un candidato del Partito Democratico che ha il privilegio di essere anche Segretario regionale. Lo avevo invitato, per una questione di par condicio, a non partecipare ad alcuna trasmissione. Da un orecchio gli è entrato e dall'altro gli è uscito. Così facendo la sua immagine arriva in tutte le case mentre noi altri candidati non esistiamo per il grosso pubblico”. Dunque, volano gli stracci in casa.

Ma questo è nulla, se paragonato a quanto fatto dal leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Qualche sera fa, durante la puntata di Ballarò, in onda sui Rai Tre, ne ha approfittato per attirare l’attenzione sulle elezioni in Molise, attaccando il governatore uscente Michele Iorio. Alcuni parlamentari del Popolo della Libertà hanno parlato di chiara violazione della par condicio, poiché è mancato il contraddittorio con il presidente della Regione. Lo hanno scritto in una lettera inviata al presidente della Commissione di vigilanza Rai, Sergio Zavoli. Il partito ha inoltre chiesto che si ponga rimedio, invitando alla prossima puntata della trasmissione “Michele Iorio o chi per lui per una doverosa replica oppure che il conduttore legga, dando la stessa evidenza, una dichiarazione del Presidente della Regione Molise”.  La sortita dell’ex pm di “Mani pulite” ha comunque un suo fondamento. A queste elezioni tiene in modo particolare (negli ultimi giorni è onnipresente in Molise): non tanto perché questa è la sua terra di origine, quanto perché tra i candidati dell’Idv alla carica di consigliere regionale c’è suo figlio Cristiano. Come dire: anche il moralizzatore “tiene famiglia”.

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