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Renzi contro assenteisti, Brunetta ha fatto scuola

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Matteo Renzi annuncia che gli statali "fannulloni", i professionisti del cartellino timbrato senza lavorare, verranno "licenziati entro 48 ore" e insieme a loro rischiano i dirigenti che li coprono. Renzi parla di "truffatori" annidati nella Pubblica Amministrazione, che mettono in gioco la "credibilità'" della Pubblica Amministrazione, "distrutta" da chi falsifica le presenze. Il ministro Madia intanto conferma che la stretta sui fannulloni sarà in cdm mercoledì prossimo.

 

Ma a stretto giro arriva la risposta di Renato Brunetta, "basta applicare le leggi che già ci sono", dice il capogruppo di Forza Italia intervenendo telefonicamente a "L'Arena", su Rai Uno. "Quando, nel 2008 e nel 2009, ho fatto le riforme della pubblica amministrazione, contro i fannulloni e per i cittadini, ho avuto un grande consenso dalla gente ma fui lasciato solo dai sindacati, dalla politica, dai dirigenti preposti al controllo e, soprattutto, dalla sinistra, opportunista, che mi attaccò" ricorda Brunetta. "Mi fa piacere che adesso Renzi dica le stesse cose tra gli applausi".

 

Inaspettato, l'endorsement a Brunetta arriva da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. "La truffa del cartellino di presenza è specificatamente prevista e sanzionata," dice Damiano. "Si prevede che il procedimento disciplinare, che riguardi fatti in relazione ai quali procede l'autorita' giudiziaria, deve essere proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale. La sanzione disciplinare del licenziamento si applica nel caso di falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente". E giù le sanzioni per i furbacchioni.

 

"Il problema," secondo Damiano, "non è quello di fare nuove leggi-fotocopia, ma domandarsi perché quelle esistenti non hanno funzionato nonostante il fatto che siano del tutto chiare" (ok, endorsement era per dire, ndr). "Si tratta quindi di semplificare le procedure evitando di adottare sistemi, che pur facendo effetto mediatico (si decide la sospensione dal lavoro in 48 ore), potrebbero incappare nel problema del diritto alla difesa da parte del lavoratore. Nessun giudice lo negherebbe," conclude Damiano. "Noi siamo per licenziare i lavoratori assenteisti che infangano il buon nome di chi compie onestamente il proprio dovere e per fare funzionare le leggi esistenti attraverso correzioni mirate ed efficaci".

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