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Manovre di Palazzo

Renzi e Conte allo scontro finale. Chi dei due resisterà?

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Alla fine, lo scontro è arrivato. Erano mesi che Matteo Renzi aveva messo nel suo personale mirino Giuseppe Conte e, dopo una lunga attesa, il leader di Italia Viva ha deciso di sparare contro il Premier una impressionante quantità di cartucce. In pochi potevano attendersi che dopo il successo del centrosinistra nelle regionali in Emilia-Romagna la maggioranza si sarebbe trovata ad un passo dalla crisi, con un Renzi determinato ad arrivare fino in fondo alla sua personale battaglia contro la legge – entrata in vigore dal 1° gennaio scorso – che ha di fatto abolito la prescrizione, firmata dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Nemmeno una mediazione presentata dall’onorevole di LeU Federico Conte (il cosiddetto lodo Conte-bis) ha indotto il senatore fiorentino a dissotterrare l’ascia di guerra visto che le ministre in quota Italia Viva non si sono presentate nel Consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge. Scontro totale dunque e, dove Renzi sarà disposto ad arrivare, nessuno lo ha ancora ben capito: in pochi credono che davvero abbia voglia di far cadere il governo per tornare alle elezioni (Italia Viva in Senato è decisiva per la tenuta numerica della maggioranza, ma nei sondaggi appare debolissima) e, al contrario, quasi tutti pensano che il vero obiettivo da abbattere sia il Primo Ministro Conte.

Tra i due non sembra esserci stato mai grande feeling e da parte sua Renzi non aveva nascosto la sua irritazione per il fatto che il governo “giallorosso” dovesse essere guidato dalla stessa persona che aveva condotto quello “gialloverde”, cercando fino all’ultimo di convincere Zingaretti a non cedere sul nome di Conte durante le trattive estive intercorse con i Cinque Stelle. Ora i toni del confronto si sono fatti aspri e la sensazione è che difficilmente uno dei due, almeno nel breve periodo, potrà gettare acqua sull’enorme incendio politico divampato. Chi avrà la meglio? Entrambi sono convinti di potercela fare ma, per la prima volta da agosto ad oggi, il coltello dalla parte del manico sembra non essere più in mano al Presidente del Consiglio e questo sta a significare che, nel caso in cui Renzi volesse arrivare fino in fondo, Conte potrebbe essere costretto a dimettersi per far posto ad un nuovo Premier (Franceschini e Gualtieri i più accreditati). Tuttavia, dietro le quinte si starebbero muovendo molti fili per dar vita a una trama che possa tenere a galla l’esecutivo anche se Italia Viva dovesse decidere di togliere la fiducia: ci sarebbe infatti un gruppetto di senatori “responsabili”, indisponibili a far terminare la legislatura in questo momento e perciò disposti a transitare dai gruppi di opposizione direttamente in maggioranza. Una situazione già vista in altre circostanze che potrebbe ripetersi, garantendo così al governo – e allo stesso Conte – una stabilità numerica che però difficilmente si tradurrebbe in una politica, rischiando di impantanare ulteriormente un’azione di governo che da mesi sembra essere al palo. Tra due mesi, dovrebbe esserci il voto sul disegno di legge sulla prescrizione e, solo e soltanto in quel momento, sapremo chi tra Renzi e Conte l’avrà spuntata.

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